Cosa prevede la Dichiarazione di Sofia dei leader dei Balcani occidentali

Il 17 maggio, a Sofia, si è tenuto un summit tra i leader dei paesi membri dell’Unione europea e sei paesi dei Balcani occidentali (Albania, Bosnia-Erzegovina, Serbia, Montenegro, Macedonia e Kosovo ), il primo da 15 anni. Dopo l’adozione ad aprile del pacchetto allargamento annuale da parte della Commissione, questo è il primo passo mosso dai leader europei. Scopo dell’incontro è dare enfasi al processo di integrazione dei Balcani all’interno dell’Ue, rafforzando la cooperazione in aree come sicurezza, legalità e connettività digitale. Al termine del summit i partecipanti hanno sottoscritto una dichiarazione in cui viene illustrato il reciproco futuro impegno in materia.

Il summit e la Dichiarazione di Sofia sottolineano l’importanza dell’impegno dei Balcani occidentali nel perseguire i principi della legalità, della lotta alla corruzione e al crimine organizzato, del rispetto dei diritti umani e delle minoranze. I rispettivi leader si sono impegnati a lavorare per migliorare le infrastrutture energetiche e dei trasporti, sviluppare la connettività digitale e rafforzare la cooperazione in materia di sicurezza e migrazione.

Connettere infrastrutture, economie e persone

Nel corso del summit il presidente della Commissione Jean-Claude Juncker ha annunciato una serie di misure che dovrebbero migliorare la connettività all’interno della regione e con l’Ue, in particolare attraverso il Western Balkans Investment Framework:

  • L’Ue stanzierà contributi per 11 progetti di sviluppo dei trasporti, dal valore di 190 milioni di euro.
  • Altri 30 milioni di euro verranno stanziati per lo sviluppo della banda larga.
  • La Commissione, inoltre, incrementerà il supporto per l’educazione, in particolare raddoppiando i fondi Erasmus+ previsti per la regione e lanciando una serie di iniziative per i giovani.

Maggiore cooperazione sulla sicurezza

Per quanto riguarda la sicurezza, gli obiettivi principali sono:

  • Il rafforzamento della collaborazione nel contrastare il terrorismo, l’estremismo e il rientro dei foreign fighters.
  • Aumento della collaborazione nella lotta alla criminalità organizzata e ai cyber attacchi.
  • Collaborazione nella sorveglianza delle frontiere

Difficoltà per l’allargamento

Francia e Paesi Bassi si sono dimostrati molto scettici riguardo un ulteriore allargamento nella regione. Il presidente francese Emmanuel Macron, in particolare, ha affermato di preferire la via della prudenza, opponendosi a un allargamento senza prima aver fatto le riforme necessarie a migliorare il funzionamento dell’Unione.

Questa posizione ha deluso in particolare le aspettative di Albania e Macedonia, le quali avevano ricevuto segnali positivi da parte della Commissione lo scorso aprile e che sperano, durante il prossimo Consiglio europeo di giugno, di essere invitate ad iniziare le trattative per l’entrata nell’Unione.

 

Illya Kovalchuk

Autore dell'articolo: LabEuropa

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