Elezioni europee 2019: i programmi dei partiti: 3) il M5S

Dopo il programma della Lega e quello del PD, continua l’analisi dei programmi dei partiti italiani.
Agli inizi di maggio il M5S ha annunciato, su ilblogdellestelle.it, gli appuntamenti che si svolgeranno quotidianamente nelle piazze italiane per la campagna elettorale e reso noto l’Europrogramma, il programma elaborato in vista delle imminenti elezioni europee. Contestualmente, è stato lanciato sui social lo slogan #ContinuareXCambiare.

Più democrazia, stop austerity, tutela della persona

Approvato dagli iscritti sulla piattaforma Rousseau prima di essere divulgato, l’Europrogramma si articola in sei parti, la prima delle quali è dedicata alle modifiche da apportare alla costruzione europea, con l’obiettivo di renderla più efficiente e, soprattutto, più vicina ai cittadini. Intitolata «Nuova Europa: più democrazia e stop privilegi», al suo interno ritroviamo alcuni dei temi cari al M5S, come il taglio degli «assurdi stipendi dell’eurocasta», l’introduzione del referendum europeo e l’abolizione della doppia sede del Parlamento.

Segue «Stop austerity: piena occupazione e sviluppo sostenibile», la parte dedicata alle proposte economiche, anche queste tipicamente grilline, come gli incentivi alle imprese che investono nella green economy e l’implementazione di politiche pubbliche espansive. Significativamente, al punto 6 si legge «Cambiamo il mandato della BCE […]. La BCE deve diventare una banca per i cittadini e non più per le banche».

Della «Tutela delle persone, della salute, dell’ambiente» si occupa la terza parte dell’Europrogramma, in cui figurano le proposte del Movimento finalizzate a migliorare qualitativamente la vita del cittadino europeo, come studente ad esempio, attraverso la triplicazione dei fondi per il programma Erasmus, oppure come lavoratore, con l’introduzione del salario minimo europeo.

Made in Italy, immigrazione, Eurodaspo

La quarta parte, «In Europa per il Made in Italy», è dedicata alla tutela e valorizzazione del Made in Italy, da conseguire con «norme uniche per combattere le dogane colabrodo che danneggiano le eccellenze italiane», l’introduzione dell’etichettatura obbligatoria sulla provenienza dei prodotti ed infine stanziando maggiori risorse a sostegno dei pescatori «danneggiati dalla globalizzazione».

Tema spinosissimo è quello affrontato nella parte successiva, la quinta, intitolata «Politica migratoria comune per la redistribuzione europea». Due soli, tuttavia, sono i punti in cui articola: la necessità di procedere ad una equa ripartizione dei migranti tra gli Stati membri e la promozione di una politica di cooperazione internazionale volta a rimuovere «le cause profonde che portano i migranti a lasciare la propria terra».

Conclude l’Europrogramma la sesta parte, recante le proposte in materia di «Lotta alla grande evasione, alla corruzione e alla criminalità»: l’introduzione dell’«Eurodaspo» per combattere la corruzione; l’istituzione di una Direttiva antimafia volta, sulla base dell’esperienza italiana, a smantellare le organizzazioni di stampo mafioso che ormai si sono estese in tutta Europa; la lotta ai paradisi fiscali, con l’obiettivo di ridurre le disuguaglianze in Europa.

Come evidente dunque, il programma del M5S, finalizzato, secondo il leader Di Maio, a «cambiare l’Europa dal suo interno», ribadisce i cavalli di battaglia del Movimento e le sue idee di fondo secondo la dimensione europea. Resta da vedere come si collocherà il M5S negli schieramenti interni ai gruppi parlamentari europei.

Sara Peschiolini, Mariaelena Sorrentino

Autore dell'articolo: LabEuropa

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