Elezioni europee 2019: i programmi dei partiti: 4) Forza Italia

Continua l’analisi di LabEuropa dei programmi politici dei partiti nazionali in vista delle elezioni europee del 26 maggio 2019. Dopo M5S, Pd e Lega è ora la volta di Forza Italia. Secondo le percentuali fornite dagli ultimi sondaggi del Parlamento europeo Forza Italia otterrebbe il 10,1% dei voti e 8 seggi

Forza Italia e il PPE

Il partito guidato da Silvio Berlusconi aderisce al Partito Popolare Europeo (PPE), lo schieramento più grande dello scacchiere del Parlamento. In esso si ritrovano tutte le maggiori forze liberali ed è contraddistinto da un forte spirito europeista, nonostante vi sia dello scetticismo inerente ad alcuni partiti nazionali che lo compongono.

All’interno del PPE troviamo  anche i partiti italiani di Alternativa Popolare, dell’Unione di Centro e Südtiroler Volkspartei. Ve ne fanno parte anche la CDU-CSU tedesca della cancelliera Angela Merkel, i Repubblicani francesi, il Partito Popolare spagnolo e altre forze liberali-conservatrici europee.

Il programma di Forza Italia

Diverse sono le proposte portate avanti dal partito di Berlusconi e del Presidente in carica del Parlamento europeo Antonio Tajani:

  • Maggiori poteri da attribuire al Parlamento europeo, tra questi il diritto di iniziativa legislativa e il potere di inchiesta. Propongono che esso possa divenire autorità di bilancio su un livello di equità col Consiglio europeo e che si possa occupare non solo delle spese ma anche delle entrate. Rafforzare i suoi poteri di controllo nei confronti della Commissione e dell’azione esterna europea.
  • Politica estera e di difesa comune, nel quadro geopolitico dunque si ambisce a far divenire l’Unione europea maggiormente influente attraverso una politica estera univoca ed un esercito comune per poter dialogare alla pari con Stati Uniti, Russia e Cina.
  • Un’Europa capace di integrare tutto l’Occidente attraverso l’integrazione della Russia nel contesto europeo.
  • Maggiore sostegno a giovani e imprese, maggiore flessibilità fiscale europea e termine delle politiche di austerity. Servono più investimenti in infrastrutture, tecnologia, formazione, ricerca ed innovazione. Risorse appropriate per lo sviluppo del digitale, delle energie pulite, delle industrie creative, dell’economia circolare. 
  • Stop all’immigrazione irregolare e Piano Marshall per l’Africa attraverso investimenti consistenti per lo sviluppo locale.
  • Tutela del Made in Italy, controllo degli investimenti esteri e una politica commerciale nei confronti della Cina che continui a promuovere misure antidumping europee che possano limitare il sottocosto cinese.
  • Fondi UE maggiormente accessibili attraverso una riduzione della burocrazia, maggiore informazione sui fondi a disposizione e sulle procedure per attivarli e su come rendicontarli.
  • Riforma della BCE, armonizzazione fiscale e lotta al terrorismo a livello comunitario.
  • Sviluppo delle politiche ambientali.
  • Italia come avamposto dei Paesi del Sud Europa e delle politiche europee nel Mediterraneo.

Luca Di Domenico

Autore dell'articolo: LabEuropa

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