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Brexit, Covid-19 e Orban: l’UE e la sfida dei sovranismi

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L’articolo 3 del Trattato sull’ Unione Europea recita: “essa promuove la coesione economica, sociale e territoriale, e la solidarietà tra gli Stati membri”. Ma qualcosa sta andando storto. Si sta diffondendo da tempo un morbo all’ interno dell’ Unione Europea, e non solo, quello dei sovranismi, carattere distintivo della nostra epoca.
Sommati all’ emergenza odierna che tutto il mondo sta attraversando, potrebbero essere catastrofici per la sopravvivenza dell’Unione Europea e delle proprie istituzioni che mai, come al giorno d’oggi sono chiamate a rispondere con forza e affermando i propri principi fondatori.  Il 2020 sarà l’anno della svolta o l’inizio del disfacimento Ue?

Brexit: Sovranismo 1, Europa 0?

Il primo colpo assestato all’ Ue nella stagione dei sovranismi che li vede affermarsi con forza è proprio la Brexit: un sovranismo che c’è l’ha fatta, che ha vinto.
Certo ponendo anche imponenti dubbi sull’utilizzo di strumenti di democrazia diretta, in questo caso, quali i referendum, e su quanto essi,  in decisioni così importanti, siano all’altezza.
L’avvento del Covid ha stravolto tutto. Anche un sovranista come Boris Johnson, fisicamente e metaforicamente. Infatti abbiamo visto come nell’ approcciarsi alla pandemia il primo ministro britannico abbia inizialmente preso le distanze dalle decisioni e le filosofie adottate dall’Unione Europea, ponendo nero su bianco nuovamente l’idea di una nazione sovrana che fa da sé e fa in modo totalmente diverso dalla sua “vecchia famiglia”; per poi veder tornare bruscamente sui propri passi il leader inglese emulando discretamente le decisioni prese nel resto d’Europa in primis in Italia.

Venti magiari: Re Orban saluta Bruxelles!

Attraversata la Manica dall’ Inghilterra al continente e lontano da Bruxelles, il Parlamento magiaro ha elargito i pieni poteri al premier Viktor Orban  per combattere la sfida del coronavirus.
Fatto che ha evocato in diversi politici europei e nazionali non poca preoccupazione.
In Italia l’ex premier Renzi ha dichiarato che se vi fosse una violazione dell’art. 2 del Trattato sull’Unione europea, Budapest dovrebbe essere espulsa.

La reazione delle istituzioni europee ai sovranismi

Da parte sua la presidente della Commissione Ursula von der Leyen, sebbene senza citare direttamente l’Ungheria, ha  dichiarato che l’ Ue difenderà lo stato di diritto e che lo stato di emergenza deve essere limitato nel tempo.

Dichiarazione a cui ha fatto eco David Sassoli, Presidente del Parlamento europeo che ha dichiarato, tra l’altro, che dalla crisi non si esce senza democrazia, con Parlamenti chiusi e ammonendo chi usi questa pandemia per manipolare la nostra libertà: nessuno può farlo!


Insomma, una volta ancora la soluzione non è allontanare, ma consolidare. Non chiudersi a riccio.

La reazione dell’Europa al Covid-19

Dopo l’esplosione dei contagi di covid-19 in Italia e successivamente nel resto dell’Europa, gli stati membri hanno iniziato a mettere in campo tutte le misure necessarie a contenere il più possibile il proliferarsi del virus e i conseguenti danni economici e soprattutto umani.
Le stesse istituzioni sovranazionali e comunitarie stanno cercando, Commissione europea in primis, di aiutare gli stati dell’Unione proponendo una serie di misure.
Queste misure saranno finalizzate a garantire l’adeguato rifornimento di dispositivi di protezione e forniture mediche in tutta Europa, attenuare l’impatto sui mezzi di sussistenza delle persone e sull’economia, istituire un’iniziativa di investimento in risposta al coronavirus, fornire agli Stati membri una serie coerente di orientamenti sulle misure alle frontiere per proteggere la salute dei cittadini, consentendo nel contempo la libera circolazione dei beni essenziali, oppure limitare temporaneamente i viaggi non essenziali nell’Unione europea.

I sovranismi ai tempi del Covid-19

È un attacco da due fronti opposti quello che, oggi l’Unione Europea si trova a combattere. Non solo dal punto di vista sanitario con il Covid-19, ma dal punto di vista politico quello sovranista che mina all’esistenza stessa dell’ Unione. C’è molto malcontento in giro, dal braccio di ferro con gli eurobond, alla sistematica disinformazione su cui i partiti sovranisti si fanno forza e girano le notizie a loro vantaggio.
Ma, parlando con i numeri alla mano, un fare “da sé” non sarebbe auspicabile per nessuno. Ricordando le dichiarazioni di Sassoli di qualche settimana: Si vince insieme!
È questo l’appello lanciato all’ Unione Europea dal Presidente del Consiglio Conte che parlando alla tv tedesca ARD ha detto: “Noi non stiamo scrivendo una pagina del manuale di economia, stiamo scrivendo una pagina di un libro di storia. L’Europa deve dimostrare se la casa comune per i cittadini europei  che riesce a offrire difronte una sfida epocale una risposta adeguata all’altezza del suoi compiti per cui è stata pensata da Schuman  Adenauer De Gasperi”.

Rossi, Flores, Stortini, Statera

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