Conte: qui si fa la storia

Il 31 marzo scorso, il Presidente del Consiglio dei ministri italiano Giuseppe Conte ha rilasciato un’intervista alla TV tedesca “ARD riguardo il tema di un Europa ancora divisa su quale strategia adottare per far fronte all’emergenza coronavirus.

Il Presidente ha ricordato come l’Italia, in queste settimane stia vivendo la peggiore crisi sanitaria della sua storia, o comunque degli ultimi quarant’anni. Il COVID-19 sta lasciando un numero enorme di vittime in Italia e altrettanto in Europa e nel Mondo, portando con se anche gli spettri di una crisi economica e sociale. Inoltre ha ribadito come sia necessario, nonostante il numero dei contagi che sembra diminuire, non abbassare la guardia.

Conte e il modello Italia

“C’è qualcosa che secondo lei altri paesi potrebbero imparare dall’Italia mentre stanno cercando di affrontare questa crisi?” una domanda tramite la quale si riconferma il “modello Italia” a livello europeo. Fin dai primi giorni, ha ricordato il Premier, il governo si è costantemente confrontato con scienziati e medici, per comprendere quali fossero le strategie migliori da attuare per prevenire il dilagare del contagio. Queste decisioni, adottate nella massima trasparenza, hanno portato ad un lockdown adeguato e graduale, riscuotendo consensi dalle più alte istituzioni internazionali tra cui l’Organizzazione Mondiale della Sanità. Adeguatezza, proporzionalità e trasparenza.

“Il Presidente della banca centrale tedesca sottolinea che parlare di coronabond equivale a dare la propria carta di credito ad un’altra persona ma perdere allo stesso momento il controllo sulle spese. Come vuole superare queste riserve?”

L’Europa compete con Cina e Usa, quest’ultimi hanno stanziato duemila miliardi di dollari (9.3% del PIL) per reagire prontamente ed uscire da questa emergenza. E in Europa cosa si vuole fare? Si vuole lasciare la libera scelta ad ogni singolo stato membro? Se la reazione non sarà coesa, coordinata e forte, l’Europa diventerà sempre meno competitiva anche a livello internazionale. La Germania si è apertamente dichiarata contraria all’utilizzo degli Eurobond o Coronabond come strumento comune nella ripresa dell’economia in tutti gli Stati membri. Il Premier a tal proposito ha voluto chiarire come questo tramite questo meccanismo “non significa che i cittadini tedeschi pagheranno un euro dei debiti italiani, significa semplicemente creare una reazione comune in modo da creare condizioni di mercato più vantaggiose per tutti”.

La proposta tedesca

Nel rispetto delle idee e delle proposte avanzate dalla Cancelliera Merkel, il Presidente Conte ha voluto affermare la propria posizione “mi preme ricordare che non si è difronte ad uno shock asimmetrico, non siamo di fronte a tensioni finanziarie di un singolo paese. Come può quindi l’Europa, davanti ad una sfida epocale, pensare di ricorrere a degli strumenti (il MES ndr.) ideati in altri tempi, con regole vecchie e superate per accompagnare singoli Stati verso processi virtuosi finanziari. Ll’Italia ha sempre ripagato i propri debiti, dopo la crisi del 2008-09 e a partire dal 2011 abbiamo avuto sempre un avanzo primario positivo, registrando una media del PIL di 1.5%.”

Il confronto Merkel – Conte

Durante il confronto tra il Premier italiano e la Cancelliera tedesca, sono state esposte due idee totalmente diverse l’una dall’altra. Approfittando dell’intervista il Primo ministro lancia un appello alla Cancelliera e a tutti i cittadini tedeschi: “Noi non stiamo scrivendo una pagina di un manuale di economia, stiamo scrivendo una pagina di un libro di storia”. Siamo chiamati a reggere ed affrontare una sfida epocale ad uscire da un’emergenza devastante, che sta avendo un impatto enorme sui nostri sistemi sanitari, economici e sociali. L’Europa deve dimostrare di essere la casa comune per i cittadini europei, all’altezza dei  compiti per cui è stata pensata da Schuman, Adenauer e De Gasperi.

Giorgio Motolose, Sara D’ambrosi, Michela Doti, Zarina Gafurova

Autore dell'articolo: LabEuropa

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