“Recovery Fund”: cosa sono?

Nella sessione straordinaria plenaria del 17 aprile 2020 il Parlamento Europeo ha approvato a larga maggioranza tramite procedura d’urgenza il pacchetto CRII+ (iniziativa d’investimento in risposta al coronavirus plus). Tale pacchetto, proposto il 2 aprile dalla Commissione Europea, concede agli Stati una ampia flessibilità per fondi e investimenti europei. Confermati inoltre i 200 mld per la Bei, e chiesto un rafforzamento del MES. La discussione a livello Europeo su come combattere la crisi economica post Covid (Corona bond o Mes) è stata molto accesa per giorni, trovando almeno in attesa del Consiglio Europeo del 23 Aprile un punto d’incontro nel “Recovery Fund” compreso nella risoluzione approvata con 395 voti favorevoli, 171 contrari e 128 astenuti.

Cos’è il “Recovery Fund”?

Il “Recovery Fund” può essere definito come un compromesso tra le due posizioni precedentemente citate, ovvero l’emissione dei corona bond e l’uso del Mes caldeggiato da Olanda e Germania in primis. È un “fondo di recupero” finanziato da obbligazioni denominate “recovery bond” garantite dal bilancio Europeo pluriennale, senza che ci sia una mutualizzazione del debito come nel caso dei Corona bond.

L’indecisione Italiana: Mes o Recovery Fund?

L’importanza del tema ha fatto emergere delle divisioni sia all’interno dei partiti che in Italia fanno parte della coalizione di governo sia tra i partiti schierati all’opposizione. Infatti, l’emendamento numero 15 dei Verdi che chiedeva una mutualizzazione del debito a livello europeo è stato bocciato per il no determinante degli europarlamentari della Lega e di Forza Italia. A favore invece erano il PD, M5Se Fratelli d’Italia. Divisione anche sul rafforzamento del Mes con questa volta il PD, e Forza Italia e Italia Viva favorevoli, mentre contrari erano la Lega, Forza Italia e il M5S. Insomma, una netta divisione che non consente all’Italia di avere una posizione forte e unitaria per portare avanti a livello europeo i “Corona Bond” auspicati dal Premier Conte.

Francesco Massari, Claudio Pizzi, Beatrice Parisi, Martina Dinardo

Autore dell'articolo: LabEuropa

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *