Grecia e Turchia: un terreno di scontro che si scalda

Grecia e Turchia tornano a fronteggiarsi nel Mediterraneo. È successo mercoledì scorso ma la notizia è diventata pubblica solo nei giorni successivi. Due navi da guerra, una greca l’altra turca, sono state oggetto di una contrapposizione lieve ma diretta.

Grecia e Turchia si fronteggiano nel Mediterraneo

Le protagoniste della vicenda sono la fregata greca Limnos e la turca Kemal Reis. Secondo le ricostruzioni la Limnos avrebbe effettuato una manovra di disturbo nei confronti della nave da ricerca di idrocarburi turca, la Oruc Reis. A quel punto sarebbe intervenuta la nave militare di scorta Kemal Reis frapponendosi direttamente tra la nave greca e quella turca. La greca Limnos avrebbe poi effettuato una manovra d’emergenza per evitare un urto frontale con la fregata turca, ma non è riuscita ad evitare una lieve collisione tra la sua prua e la parte posteriore della fregata turca, causando lievi danni ad entrambe. Secondo la Turchia si sarebbe trattato di una vera e propria “aggressione” mentre fonti della Difesa ellenica hanno parlato di un “incidente” a seguito di un errore di manovra della fregata turca.

Il contesto dello scontro tra Grecia e Turchia

Lo scontro è avvenuto nelle acque a est dell’isola di Rodi, all’interno di quella che la Grecia considera essere, sulla base di un accordo bilaterale con l’Egitto firmato il 6 agosto, una sua Zona economica esclusiva (Zee). L’accordo era stato siglato in risposta ad un memorandum tra la Turchia e il governo libico di Al-Serraj. Sottoscritto nel novembre 2019, tale accordo prevede la spartizione di una fascia di Mediterraneo tra piattaforma continentale turca e piattaforma continentale libica.
All’interno di questa fascia si trova però l’isola greca di Creta. Il memorandum turco-libico è stato perciò criticato fortemente dall’UE, in quanto in violazione dell’art. 121 della Convenzione ONU sul diritto del mare, secondo la quale le isole hanno diritto ad una zona economica esclusiva entro le 200 miglia dalle proprie coste. Ma se l’UE non riconosce il memorandum tra Turchia e Libia, lo stesso fa la Turchia per quanto concerne l’accordo greco-egiziano.

Le reazioni internazionali

In questo contesto altamente incerto si sono inserite le reazioni di altri leader. Gli USA hanno espresso sostegno nei confronti della Grecia e annunciato l’invio in acque greche della portaelicotteri USS Hershel Woody Williams . Anche la Francia ha parlato di un “rinforzo temporaneo” della sua presenza militare nel mare Egeo.
Sulla stessa linea anche il Consiglio dell’Unione Europea: i ministri degli Affari esteri si sono riuniti in videoconferenza il 14 agosto e hanno ribadito la propria solidarietà nei confronti della Grecia, sottolineando che la Turchia deve rispettare il diritto internazionale e quindi la Zee intorno all’isola di Creta.

L’ultimo comunicato stampa specifica che “tutte le opzioni saranno sul tavolo”. Ci si aspetta ulteriori prese di posizioni e forse provvedimenti contro la Turchia dal prossimo incontro informale (i cosiddetti “Gymnich”) dei Ministri degli Esteri comunitari, che si terrà il 27 e 28 agosto a Berlino.
Trattandosi questo solo dell’ultimo — e del più diretto — episodio di scontro tra Grecia e Turchia, già in passato l’UE era intervenuta a sostegno delle prerogative greche, limitando gli aiuti finanziari che la Turchia riceve. Le dinamiche sono rese più complesse e delicate dall’appartenenza della Turchia alla NATO, alleanza che appare sempre più debole e paralizzata.
In conclusione, se tutte le parti invocano l’allentamento delle tensioni, appare però chiaro che non si escludono ulteriori scontri e che i vari attori in gioco vogliono farsi trovare preparati anche militarmente.

Giulio Michele Girardelli

Autore dell'articolo: LabEuropa

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