Gibilterra e spazio Schengen: accordo tra Spagna e Regno Unito

Il referendum sulla permanenza nell’Unione Europea, che si è svolto nel Regno Unito e a Gibilterra il 23 giugno 2016, ha senz’altro lasciato un segno indelebile nella storia della Comunità . Il risultato di questa votazione ha colto tutti di sorpresa: il 51,9% ha votato per l’uscita dall’UE, mentre il 48,1% ha votato per rimanere e ciò ha provocato sicuramente una grande frattura tra i vari Stati: da una parte Inghilterra e Galles favorevoli all’uscita, e dall’altra Scozia e Irlanda del Nord, che avevano espresso prevalentemente la volontà di rimanere. Tra quelle più propense al “remain” c’era anche Gibilterra, con una votazione di massa del 95%.

Gibilterra e lo Spazio Schengen

Dalla data di questo referendum, però, c’è stato un lungo e complicato processo che ha visto tra l’altro la caduta del governo di Theresa May e la formazione del governo del conservatore Boris Johnson. L’iter si è concluso lo scorso 31 gennaio 2020, quando il Regno Unito ha cessato ufficialmente di essere uno Stato membro dell’Unione Europea.
Tra le importanti conseguenze della Brexit, ritroviamo l’uscita del Regno Unito dallo Spazio Schengen, area comprendente 26 Stati europei e in cui è garantita la libera circolazione delle persone, poiché sono stati eliminati i controlli alle frontiere comuni e, se per recarsi in uno dei Paesi europei che hanno aderito allo Spazio è sufficiente una carta d’identità, dal 2021, per entrare nel Regno Unito, bisognerà possedere un passaporto.
Gibilterra, territorio d’oltremare del Regno Unito, rischiava di essere fortemente isolata dopo gli accordi sulla Brexit e dopo la fine del periodo di transizione, però, il 31 dicembre 2020, c’è stato un importante punto di svolta per l’enclave britannica: l’adesione all’area Schengen.
Questo è quanto comunicato dalla ministra degli esteri spagnola Arancha Gonzales Laya:

Il Segretario di Stato per gli affari esteri britannico Dominic Raab ha lasciato un messaggio su Twitter, ringraziando Gonzales Laya per il grande impegno profuso per raggiungere l’accordo e illustrando anche tutte le decisioni prese:

Per concludere l’intesa, la ministra degli esteri spagnola ha affermato che “ci sono stati sei mesi di lavoro intenso e due notti in bianco. Sono state salvaguardate le sovranità di Gibilterra, della Spagna e del Regno Unito“.

Il controllo della frontiera

Secondo la ministra Gonzales Laya, il controllo alla frontiera, che sarà unica, spetta alla Spagna, che conosce bene tutte le regole su Schengen e ha accesso ai suoi database e né Gibilterra, né il Regno Unito hanno invece queste competenze.
Queste dichiarazioni hanno suscitato il dissenso del primo ministro di Gibilterra, Fabian Picardo, che vorrebbe lasciare più autonomia possibile alla Rocca. Le frontiere continueranno ad essere due: quella di Gibilterra e quella di Schengen.
Le varie tensioni sono state sciolte dall’Unione Europea, ma si tratta di un periodo di transizione di quattro anni: Gibilterra verrà considerata all’interno dello Spazio per quanto riguarda la circolazione di merci e persone e dovrà rispettare anche tutte le regole comunitarie concernenti l’ambito fiscale e la concorrenza; la frontiera esterna dell’Unione si sposta nel porto e nell’aeroporto di Gibilterra e i controlli saranno affidati a Frontex (Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera). La Spagna, infine, sarà responsabile dell’applicazione di tutte le norme Schengen all’interno dell’enclave.
Parliamo, quindi, di un accordo provvisorio, che permette alla frontiera terrestre di Gibilterra di restare aperta, evitando in questo modo infiniti controlli doganali per spagnoli e cittadini di Gibilterra che ogni giorno oltrepassano la frontiera.
Le due parti, Spagna e Regno Unito, hanno fissato un periodo di sei mesi per giungere ad un accordo definitivo.

Benedetta Pasquazi

Autore dell'articolo: LabEuropa

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