Europa Sociale

Il Summit Sociale di Porto e l’agenda sociale europea

Il 7 e l’8 maggio si è tenuto a Porto l’EU Social Summit, un evento organizzato dalla Presidenza portoghese del Consiglio dell’Unione Europea con l’obiettivo di definire quella che sarà, per i prossimi dieci anni, l’agenda politica sociale europea e per assicurarsi di affrontare le sfide del presente e del futuro senza lasciare indietro nessuno.

Gli incontri di Porto


Il 7 maggio, i leader europei hanno affrontato la situazione COVID-19, concentrandosi in particolare sulla produzione e distribuzione di vaccini, sul certificato verde digitale e sulla solidarietà internazionale.
I colloqui dell’8 maggio invece si sono concentrati sul garantire una ripresa inclusiva, attraverso l’istruzione e le competenze al centro dell’azione politica dell’Unione Europea.
I leader hanno poi adottato la Dichiarazione di Porto, definendo la loro visione per una transizione digitale, verde ed equa dell’Europa e hanno discusso dell’attuazione del Pilastro europeo dei diritti sociali, come già stabilito dall’agenda strategica dell’UE 2019-2024.

Il Piano d’Azione presentato già nel marzo 2021 dalla Commissione fornisce una rotta sull’attuazione del Pilastro europeo dei diritti sociali nei settori dell’occupazione, delle competenze e della protezione sociale e fissa tre obiettivi da raggiungere in tutta l’Unione entro il 2030:
– tasso di occupazione di almeno il 78%;
– che almeno il 60% degli adulti frequenti ogni anno corsi di formazione;
– una riduzione di almeno 15 milioni del numero di persone a rischio di esclusione sociale o povertà.

Meeting EU-India

L’8 maggio si è inoltre tenuto un meeting in video conferenza tra i leader EU, rappresentata dai capi di Stato e di governo dei 27 Stati membri, Charles Michel e Ursula Von der Leyen e il Primo Ministro indiano Shri Narendra Modi.
La riunione aveva lo scopo di rafforzare il partenariato strategico UE-India sostenuto dai valori condivisi di democrazia, libertà, stato di diritto e rispetto dei diritti umani. Ma la decisione più importante sicuramente è stata quella di riavviare i negoziati di libero scambio e avviare negoziati su due ulteriori accordi commerciali.

I leader UE hanno poi espresso la loro solidarietà all’India a seguito della nuova ondata di infezioni da COVID-19 nel Paese, stanziando, prima dell’inizio della riunione, oltre 100 milioni di euro per l’acquisto di attrezzature di emergenza, quali ossigeno, ventilatori e farmaci.
L’Unione Europea e l’India si sono dunque fatte sostenitrici di un accesso universale, sicuro, equo e conveniente ai vaccini, alla diagnosi e al trattamento del COVID-19, riconoscendo l’immunizzazione come un bene pubblico globale e l’unica soluzione per sconfiggere la pandemia.

Le parole di Mario Draghi al Summit di Porto


Il Primo Ministro italiano, Mario Draghi, è intervenuto alla tavola rotonda “Employment and Jobs” parlando delle disuguaglianze e del diritto al lavoro puntualizzando, all’inizio del suo discorso, come già prima della pandemia i nostri mercati del lavoro fossero frammentati e di come nelle nostre società fossero già presenti disuguaglianze generazionali, regionali e di genere.
“Questa non è l’Italia come dovrebbe essere, né l’Europa come dovrebbe essere” ha affermato poi il Premier italiano riconoscendo come il Covid-19 abbia reso questi divari ancora più profondi e che a pagarne le spese maggiori sono i giovani e le donne.
Queste fratture culturali hanno certamente delle radici storiche difficili da estirpare che svelano delle carenze istituzionali ma allo stesso tempo è importante rammentare come l’UE abbia fatto del suo modello sociale un vero motivo di orgoglio.

Anna Chiara Bortone, Emanuela Rustico


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