Politica & Attualità

Le elezioni 2021 in Europa

Tutti gli anni si svolgono importanti elezioni negli Stati Membri dell’Unione europea, sia a livello amministrativo che regionale e nazionale. Sono già andati al voto Paesi come Portogallo, Paesi Bassi e Bulgaria, ma mancano ancora importanti elezioni che si terranno durante il 2021, tra cui Francia, Germania e Ungheria.
A gennaio il Portogallo ha rieletto il Presidente Marcelo Rebelo de Sousa con oltre il 60% dei voti al primo turno, sostenuto dal centrodestra portoghese, mentre a seguito delle dimissioni del primo ministro Mark Rutte, per via dello scandalo delle frodi sui sussidi familiari nei Paesi Bassi, gli olandesi sono stati chiamati al voto a marzo. Con il 21% dei voti, Rutte ha formato un nuovo governo di coalizione guidato dal suo partito di centrodestra Volkspartij voor Vrijheid en Democratie (VVD), il Partito Popolare per la Libertà e la Democrazia, avviando il suo quarto mandato come primo ministro, vittoria mai stata veramente messa in dubbio.
In Bulgaria una seconda elezione si terrà l’11 luglio perché i tre maggiori partiti politici (tra di loro il partito Cittadini per lo Sviluppo Europeo della Bulgaria dell’attuale Primo ministro Bojko Borisov) non sono riusciti a formare un governo di coalizione dopo le elezioni di aprile. Inoltre, ad ottobre le urne saranno aperte per l’elezione presidenziale, eletto tramite il sistema a due turni.

Quali elezioni dovremo ancora vedere?

A fine maggio saranno eletti i 56 membri della Camera dei rappresentanti di Cipro, corrispondenti alla comunità greca-cipriota. Cipro è l’unico stato membro dell’Unione europea ad avere un sistema presidenziale assoluto, dove il Presidente (direttamente eletto) è capo dello Stato e del governo allo stesso tempo. I recenti sondaggi indicano che il partito Raggruppamento Democratico (DISY) del Presidente Nikos Anastasiadis potrebbe ottenere circa il 27% dei voti, 3 punti in meno rispetto alle elezioni parlamentari del 2016.
Importanti elezioni parlamentarie si terranno anche nella Repubblica Ceca ad ottobre. Il partito del Primo ministro Andrej Babiš, Akce Nespokojených Občanů (ANO 2011), Partito dei Cittadini Insoddisfatti, ha iniziato a perdere popolarità dopo l’inizio della crisi dovuta al Covid e cercherà comunque di evitare un nuovo governo di minoranza come l’attuale formato nel 2017. Le forze politiche ceche si stanno organizzando e formando partiti più opulenti in opposizione al “populismo” di Babiš. Gli ultimi sondaggi mostrano che i due nuovi gruppi, SPOLU e STAN+Piráti, potranno superare i voti del partito del Primo ministro (27%, 19% e 22%, rispettivamente).

Le elezioni in Germania: il dopo Merkel

A settembre sarà il turno dei tedeschi. Questa sarà la prima elezione parlamentare in Germania senza la candidatura di Angela Merkel a cancelliera, in carica dal 2005. Per sostituire Merkel e dopo una complicata sfida interna, Armin Laschet è stato scelto candidato a cancelliere dalla coalizione CDU/CSU, che ha subìto una caduta di popolarità nelle ultime settimane. Un’importante fattore da osservare è la veloce crescita dei Verdi (Die Grünen) nei recenti sondaggi, ora al primo posto con oltre il 26% delle intenzioni di voto (in comparazione coi 24% della CDU/CSU). Annalena Baerbock, leader dei Verdi, appare come l’erede preferita del lavoro di Angela Merkel per formare un nuovo governo di coalizione di centrosinistra insieme all’SPD e ai Liberali (FDP) e possibilmente sostenuto anche da Die Linke (La sinistra). Data il peso politico di Angela Merkel e della Germania dentro l’Unione europea, queste saranno sicuramente le elezioni più importanti che si terranno nel 2021.

Elezioni fuori dall’Unione europea

Non solo le importanti elezioni parlamentari che si svolgeranno a settembre in Russia, ma bisognerà guardare con interesse anche al voto in Armenia, Moldova, Norvegia e Islanda, Paesi vicini i cui cambiamenti politici ed economici hanno effetti anche all’interno dell’Unione europea. Il 2022 sarà anche un anno importante per le elezioni legislative (parziali) e presidenziali in Francia e quella in Svezia, Lettonia e Ungheria (in quest’ultimo Paese sarà fondamentale osservare il Fidesz di Viktor Orbán, che giocherà grosse sfide per mantenere la sua tradizionale maggioranza).

Murillo Missaci

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *