Politica & Attualità

Il futuro della politica agricola comune (PAC)

La politica agricola comune è nata nel 1962 e rappresenta una delle politiche più importanti per l’Unione europea, attraverso la quale interviene fornendo misure di sostegno al reddito degli agricoltori, adottando misure di mercato e di sviluppo rurale. La politica agricola comune a tutti i Paesi membri è gestita e finanziata tramite due fondi nell’ambito del bilancio dell’UE:

  • il Fondo europeo agricolo di garanzia (FEAGA) che fornisce sostegno diretto e finanzia misure di mercato;
  • il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR).

La PAC si è evoluta nel corso degli anni. La riforma MacSharry del 1992 prevedeva il taglio ai prezzi dei prodotti agricoli in modo da avvicinare il mercato agricolo europeo al mercato mondiale. Si passò dal sostegno del mercato al sostegno del produttore, attraverso dei pagamenti che l’UE destinava direttamente agli agricoltori. Altre riforme importanti si ebbero tra il 2000 ed il 2003, ed infine nel 2013 dove, per la prima volta, i regolamenti volti a modificare la materia sono stati adottati secondo la procedura legislativa ordinaria dal Consiglio e dal Parlamento europeo. Quest’ultima riforma è rimasta in vigore per il periodo di programmazione 2014-2020 ed aveva, tra i vari obiettivi: rafforzare la competitività del settore agricolo, promuovere l’innovazione e l’agricoltura sostenibile, favorire la crescita e l’occupazione nelle aree rurali e spostare l’assistenza finanziaria verso l’uso produttivo della terra.

Consultazione pubblica sul futuro della politica agricola comune  

In vista della nuova programmazione che sarà valida per il periodo 2021-2027, la Commissione aveva lanciato, nel febbraio 2017, una consultazione pubblica della durata di tre mesi sul futuro della PAC. Sono pervenute oltre 320.000 risposte da un’ampia gamma di parti interessate tra cui cittadini, agricoltori, ONG, industrie, autorità pubbliche e università, le quali hanno evidenziato un forte sostegno alla politica agricola, ma anche il desiderio che essa sia più semplice, più flessibile e più mirata a garantire un reddito equo per gli agricoltori e pronta ad affrontare le sfide ambientali e climatiche. Secondo i cittadini europei, che hanno preso parte alla consultazione, la politica agricola deve continuare ad essere gestita a livello europeo e deve spingere gli agricoltori ad intraprendere percorsi volti a proteggere l’ambiente.

Obiettivi della nuova PAC

Basandosi sui risultati della consultazione, la Commissione europea ha pubblicato nel novembre 2017 la “Comunicazione sul futuro dell’alimentazione e dell’agricoltura” e nel giugno 2018 ha presentato le proposte legislative sul futuro della PAC. Sono stati individuati per il periodo 2021-2027 nove obiettivi specifici definiti all’interno di una serie di documenti redatti dalla Commissione, che costituiscono la base sulla quale i Paesi membri potranno elaborare i singoli piani strategici della PAC.

Gli obiettivi della nuova politica agricola sono:

  1. Garantire un reddito equo agli agricoltori che sia sufficiente ma anche sostenibile e rafforzare la sicurezza alimentare in tutta l’Unione;
  2. Aumentare la competitività: la sfida consiste nel riuscire a far fronte all’aumento della domanda alimentare in un contesto caratterizzato dalla scarsità di risorse e dell’incertezza climatica, andando ad aumentare la produttività del settore agricolo e la sua competitività;
  3. Riequilibrare la distribuzione del potere nella filiera alimentare: in particolare la PAC potrà andare a rafforzare la posizione degli agricoltori nella catena del valore;
  4. Agire per contrastare i cambiamenti climatici: attenuando le emissioni di gas a effetto serra e favorendo lo sviluppo di energia sostenibile all’interno del settore agricolo;
  5. Tutelare l’ambiente: attraverso lo sviluppo sostenibile e la gestione efficiente delle risorse naturali come l’acqua, il suolo e l’aria;
  6. Salvaguardare il paesaggio e la biodiversità attraverso cambiamenti necessari all’interno del settore agricolo;
  7. Sostenere il ricambio generazionale: per favorire la modernizzazione del settore agricolo, rendendolo dinamico e appetibile per i giovani;
  8. Sviluppare aree rurali dinamiche: attraverso forme di sostegno al reddito ed alla spesa per lo sviluppo rurale, che possano contribuire ad aumentare i tassi di occupazione e migliorare i tenori di vita;
  9. Proteggere la qualità dell’alimentazione e della salute: migliorando la risposta dell’agricoltura dell’UE alle esigenze della società in materia di alimentazione e salute, come la disponibilità di alimenti sani, nutrienti e sostenibili, la riduzione degli sprechi alimentari e il benessere degli animali.

#FutureofCAP

La PAC si è evoluta progressivamente nel corso degli anni, adattandosi ai repentini cambiamenti economici ed alle mutevoli esigenze dei cittadini. Questa evoluzione è stata possibile anche grazie all’azione della Commissione che mira alla creazione di una politica agricola comune che sia capace di affrontare in modo più efficace le sfide attuali e future senza tralasciare le esigenze degli agricoltori europei, creando un settore agricolo sostenibile e competitivo capace di contribuire in modo significativo al Green Deal europeo.

Ad oggi è in vigore un regolamento transitorio per il biennio 2021-2022, ma la riforma della PAC dovrebbe essere attuata a partire dal 1º gennaio 2023, previo accordo definitivo tra il Parlamento europeo e il Consiglio.

Martina Anzilotti, Desirèe Fortunato, Gaia Giannola, Chiara Lagrimanti

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