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L’UE condanna Putin: da Versailles coro unanime contro l’aggressione russa in Ucraina

Il Consiglio europeo straordinario tenutosi il 10 e 11 marzo a Versailles può già intestarsi il merito di aver messo tutti i leader europei d’accordo nel condannare l’ingiustificata aggressione russa all’Ucraina affermando come questa violi il diritto internazionale e mini la sicurezza e la stabilità europea e globale. I leader dei 27 stati membri hanno inoltre affermato che la Russia, con la sua principale complice la Bielorussia, ha la piena responsabilità, anche per aver preso di mira indiscriminatamente i civili. Proprio per questo motivo vi è stata la richiesta unanime che le autorità russe cessino le loro azioni militari e ritirino tutte le forze e l’equipaggiamento immediatamente e incondizionatamente, rispettando al contempo la sovranità e l’indipendenza dell’integrità territoriale dell’Ucraina. Nel frattempo, è emersa la comune determinazione ad “aumentare ulteriormente la pressione su Russia e Bielorussia e garantire che le sanzioni adottate siano pienamente attuate”. Un’indicazione auspicata anche dalla Presidente della Commissione, Ursula Von der Leyen in conferenza stampa al termine della due giorni, ribadendo come “l’Unione sia pronta a procedere ulteriormente con nuove sanzioni nei confronti del Cremlino”. Infatti, nelle settimane scorse l’Unione aveva già proceduto a imporre dure sanzioni a Mosca per l’attacco in Ucraina attraverso due “pacchetti” che hanno posto non solo delle restrizioni alle relazioni economiche e finanziarie ma anche il blocco dell’accesso al sistema SWIFT a sette banche russe.  

Da Versailles il supporto a Kiev e al popolo ucraino

Il Consiglio europeo di Versailles ha elogiato la resistenza del popolo ucraino e la sua difesa dei valori condivisi di libertà e democrazia, assicurando un costante sostegno politico, finanziario e umanitario, nonché un maggiore supporto alla ricostruzione di un’Ucraina democratica, anche in previsione di un futuro ingresso del Paese nell’Unione. Non solo, nel comunicato finale si legge come tutti gli Stati membri continueranno ad “offrire protezione temporanea a tutti i rifugiati di guerra” e a “mostrare solidarietà e fornire sostegno ai rifugiati e ai paesi che li ospitano”. Questi interventi andranno ad implementare le iniziative già messe in atto dal Consiglio “Giustizia e Affari interni” dell’UE lo scorso 4 marzo, in occasione del quale i ministri dell’Unione hanno deliberato all’unanimità l’istituzione di un meccanismo di protezione temporanea per rispondere all’afflusso di sfollati provenienti dall’Ucraina. 

Più Difesa comune e meno gas dalla Russia 

I 27 hanno riaffermato l’importanza di assumersi maggiori responsabilità per la sicurezza dell’UE e, a tal fine, hanno espresso la necessità di concordare una linea d’azione unitaria nel campo della difesa europea, sulla falsariga delle conclusioni del Consiglio europeo di dicembre 2021. In aggiunta, al fine di implementare un simile progetto, l’Unione si impegnerà a promuovere ingenti investimenti per aumentare notevolmente le spese per la difesa. Parallelamente, l’Unione continuerà a sostenere i propri partner attraverso diversi strumenti tra i quali, il Fondo europeo per la pace e la nuova Bussola strategica per rendere la comunità dei 27 un più forte ed efficace garante della sicurezza europea. Inoltre, con l’intento di riaffermare la sua collocazione nello scenario internazionale, i leader dell’UE hanno sottolineato come questa strategia costituisca un ulteriore tassello nella cooperazione tra l’Unione e la NATO, fondata sui principi di inclusività, reciprocità e autonomia decisionale. 

Un monito da Versailles: ridurre le dipendenze energetiche

L’aggressione russa all’Ucraina ha spronato i leader a premere sulla necessità di garantire anche una maggiore sicurezza circa l’approvvigionamento energetico, al fine di perseguire l’obiettivo comunitario della neutralità climatica prevista per il 2050.
Alla luce dell’attuale situazione è stato necessario rivalutare gli obiettivi generali, al fine di garantire una maggiore sicurezza dell’approvvigionamento energetico. 
A tale proposito i leader hanno convenuto di affrancarsi dalla dipendenza dalle importazioni di gas, petrolio e carbone russi. In particolare, sono stati posti come obiettivi la riduzione più rapida della dipendenza dai combustibili fossili, la diversificazione dell’approvvigionamento e delle relative rotte, il maggiore sviluppo di un mercato dell’idrogeno per l’Europa, lo sviluppo delle energie rinnovabili, l’interconnessione delle reti europee dell’elettricità e del gas e il miglioramento, quindi, dell’efficienza energetica.
Affinché tali obiettivi possano essere messi in pratica nel più breve tempo possibile, la Commissione europea è stata invitata a proporre, entro la fine di maggio 2022, il PIANO REPowerEU. In attesa di questo, però, i leader continuano a lavorare duramente per migliorare i livelli sufficienti di stoccaggio del gas e le operazioni di rifornimento, monitorando e ottimizzando i mercati dell’energia elettrica nell’immediato vicinato. 
Parallelamente, l’Unione sta affrontando con urgenza l’impatto dell’aumento dei prezzi dell’energia sui cittadini e sulle imprese per preservare, nello specifico, i cittadini più vulnerabili e le PMI. Tutto ciò anche in occasione della prossima riunione del Consiglio europeo del 24 e 25 marzo 2022.


Francesco Corimbi, Roberta Calisti, Sofia Trotti, Martina Scozzarella

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