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Aria di elezioni: gli appuntamenti elettorali del 2022 nell’Ue

Con l’arrivo della primavera, in Europa si respira aria di elezioni. Il mese di aprile è ricco di importanti appuntamenti elettorali. Le attenzioni di tutti sono sicuramente rivolte alle presidenziali francesi, con il primo turno fissato per il 10 aprile ed un eventuale e probabile ballottaggio due settimane dopo, il 24. 

Ad inaugurare la stagione elettorale europea 2022 è stato il Portogallo. Dopo che il parlamento aveva bocciato la legge di bilancio, aprendo una crisi di governo, il Presidente della Repubblica Rebelo de Sousa ha sciolto le camere, un anno prima della scadenza naturale della legislatura, ed ha indetto nuove elezioni per il 30 gennaio. Il partito socialista del primo ministro uscente António Costa ha ottenuto la maggioranza assoluta, con quest’ultimo che ha avuto il compito di formare un nuovo esecutivo che sarà chiamato a guidare la ripresa del Portogallo dopo la pandemia. 

La Germania dopo Merkel

In Germania, dopo le elezioni parlamentari che si sono tenute nel settembre del 2021 ed il ritiro dalle scene di Angela Merkel, che ha portato all’ascesa di Olaf Scholtz come nuovo cancelliere, l’Assemblea federale tedesca è stata chiamata ad eleggere il nuovo Presidente della Repubblica. È bastato un solo scrutinio a riconfermare l’uscente Frank-Walter Steinmeier. 
Diversa la situazione in Italia, dove dal 24 al 29 gennaio, ci sono voluti otto scrutini per eleggere nuovamente il Presidente Sergio Mattarella, dato che le forze politiche in campo hanno faticato nel trovare un accordo sui vari nominativi proposti per la corsa al Quirinale.
Le elezioni più recenti sono quelle che si sono tenute a Malta il 26 marzo. Il Paese da cui proviene la attuale presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, ha votato per il rinnovo del suo Parlamento. Il Partit Laburista ha vinto per la terza volta consecutiva. Nonostante gli scandali e le accuse di corruzione che avevano coinvolto negli ultimi anni importanti funzionari del partito, il governo maltese molto probabilmente continuerà ad essere guidato dal leader Laburista Robert Abela.

Tutti gli occhi sulle elezioni in Francia

Dopo l’uscita di scena di Angela Merkel nel 2021, Macron è sicuramente una delle figure con più peso politico all’interno del panorama dell’Unione Europea, un peso che cerca di far valere anche nelle relazioni esterne dell’UE.
In un momento delicato come quello odierno, segnato dalla questione ucraina, il Presidente della Repubblica francese, che sta compiendo grandi sforzi diplomatici per cercare di mediare tra le posizioni russe ed ucraine, cerca la riconferma. 
I sondaggi danno in testa il presidente uscente, seguito da Valérie Pécresse, candidata dei Républicains, e dai due candidati dell’estrema destra, la sua sfidante al secondo turno delle presidenziali del 2017, Marine Le Pen, bandiera del Rassemblement National ed il giornalista Éric Zemmour. 
I due turni delle presidenziali francesi anticipano le elezioni legislative per il rinnovo dell’Assemblea Nazionale, previste per il 12 e 19 giugno.

Il dilemma ungherese: con Orbán o contro Orbán

Domenica 3 aprile l’Ungheria è andata al voto. Le elezioni parlamentari sono state un importante banco di prova per il primo ministro in carica Viktor Orbán, che ha conquistato il quarto mandato. I partiti dell’opposizione si sono tutti riuniti in una coalizione, Uniti per l’Ungheria. La figura di spicco di questa coalizione, attorno alla quale si sono riuniti tutti gli oppositori dell’attuale primo ministro, è Péter Márki-Zay. Si definisce cattolico e conservatore, anche se favorevole ai diritti Lgbtq+ – elemento importante e di novità in un Paese dove le coppie omosessuali sono soggette a delle vere e proprie leggi discriminatorie. Una sua vittoria avrebbe portato l’Ungheria ad allinearsi alle posizioni UE molto più di quanto abbia fatto e stia facendo Orbán. 
Lo stesso giorno si terrà anche il referendum sul disegno di legge anti-Lgbtq+, fortemente contestato dall’UE. Gli elettori ungheresi sono chiamati a fare una scelta importante: con Orbán o contro Orbán.

Last but not least: elezioni in Slovenia

Per ultima la Slovenia, che si prepara alle elezioni parlamentari del 24 aprile e alle presidenziali che si terranno entro il mese di ottobre. Anche il Riksdag, il parlamento svedese, verrà rinnovato con le elezioni dell’11 settembre. In autunno si dovrebbe votare anche per le elezioni presidenziali austriache e per il rinnovo del Saeima, il parlamento lettone.

Fiorella Patrizi, Alessia Spedicato

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