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La Strategia europea per i tessuti sostenibili e circolari

La Commissione Europea ha presentato il 30 marzo 2022 la sua nuova strategia per rendere i tessuti più sostenibili, circolari e riciclabili. L’obiettivo centrale è di combattere la “fast fashion”, definita come il settore dell’industria dell’abbigliamento che produce collezioni ispirate all’alta moda, ma messe in vendita a prezzi contenuti e rinnovate in tempi brevissimi. Ci sono altre piste da seguire tra cui la riduzione dei rifiuti tessili e la garanzia che la loro produzione avvenga nel pieno rispetto dei diritti sociali. Ambizioni complesse in un settore mondiale in cui l’Unione europea ha un ruolo importante come mercato, esportatore e importatore di tessile. 

All textiles should be long lasting, recyclable, made of recycled fibers and free of dangerous substances. The strategy also aims to boost reuse and repair sectors and address textile waste ” (Frans Timmermans, Vicepresidente della Commissione europea)

Il tessile, un’industria globale ma con un forte impatto sociale e ambientale

Secondo Eurostat, il settore tessile impiega oltre 1,5 milioni di persone in oltre 160 mila aziende, con un fatturato di 162 miliardi di euro nel 2019. Tra le aziende che dominano il settore mondiale della moda molte sono europee, le più conosciute e grandi sono Zara (Spagna), H&M (Svezia), Primark (Irlanda) o Adidas (Germania). Il settore del tessile e dell’abbigliamento è vasto, facendo dell’Europa il primo mercato mondiale.

Ma questo settore non è sostenibile perché è il secondo più inquinante del mondo. Produce molta CO2, consuma molta acqua e rilascia microplastiche nella natura e nell’oceano. Questo settore incoraggia anche gli sprechi e non favorisce il riciclaggio. Bruxelles vuole rafforzare con la sua strategia il riciclaggio degli indumenti per lottare contro i danni della “fast fashion”sull’ambiente e rendere reperibili i beni di consumo. Inoltre, quasi i tre quarti dell’abbigliamento e dei tessuti utilizzati nell’UE sono importati, principalmente dalla Cina, dal Bangladesh o dal Vietnam. I bassi salari, le discriminazioni e le pericolose condizioni di lavoro in questi paesi sono regolarmente denunciati da ONG come Human Rights Watch. La questione deve rientrare nel programma di lavoro della Commissione per 2022.

Il Green Deal, un’opportunità di innovazione per il settore tessile ?

La strategia dell’UE per i tessili sostenibili e circolari attua gli impegni assunti nell’ambito del Green Deal europeo, del nuovo piano d’azione per l’economia circolare e della strategia industriale della Commissione europea. Il settore è stato infatti identificato come uno dei settori chiave dalla Direzione generale dell’ambiente della Commissione. La strategia propone azioni sostenendo l’ecosistema nelle transizioni verdi e digitali. 

Alcune misure della Strategia comprendono tra l’altro : 

  • Nuovi requisiti di progettazione per i tessili nel quadro del regolamento sulla progettazione ecocompatibile per i prodotti sostenibili
  • Applicare i principi dell’economia circolare alla produzione, ai prodotti, al consumo, alla gestione dei rifiuti e alle materie prime secondarie
  • Informazioni più chiare sui tessili e un passaporto digitale per prodotto basato su requisiti obbligatori di informazione sulla circolarità e altri aspetti ambientali chiave
  • Azioni per lottare contro la liberazione involontaria di microplastiche a partire dai tessili
  • Norme armonizzate dell’UE sulla responsabilità estesa dei produttori per i tessili e incentivi economici per rendere i prodotti più sostenibili
  • Un maggiore sostegno alla ricerca, all’innovazione, agli investimenti e allo sviluppo delle competenze necessarie alle transizioni verde e digitale.

Una risposta europea alla sfida dei tessuti  

La strategia incoraggia gli Stati membri a sostenere il settore del riutilizzo al livello nazionale, regionale e locale ma anche ad adottare sgravi fiscali e altre misure fiscali favorevoli a tale settore. 

Se la federazione europea delle associazioni dei consumatori, la BEUC, e diverse ONG ambientali accolgono con favore queste proposte, molti dettagli saranno decisi solo quando i testi legislativi saranno rivisti nel 2022-2023 dopo le discussioni tra la Commissione e il Parlamento. 

Inoltre, si pone la questione dei consumatori che contribuiscono essi stessi al consumo di fast fashion: come incoraggiare i consumatori europei a cambiare le loro abitudini? Attraverso la piattaforma degli attori europei dell’economia circolare, aggiornata il 29 aprile 2022, la strategia promuove una mobilitazione di molti attori per trasformare le abitudini. L’idea è di invitare tutte le parti interessate, in particolare le PMI e gli organismi di ricerca, a collaborare per rafforzare le innovazioni e gli scambi sulla questione del tessile sostenibile. 
Una risposta europea alla sfida della produzione e del consumo di tessuti sarebbe quindi favorevole all’ambiente, ma anche agli consumatori europei.

Clara Marteau 

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