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La revoca dell’immunitá a Ioannis Lagos: un’affermazione dell’identitá europea

Il 27 aprile 2021, con una schiacciante maggioranza di 658 voti a favore su 750 deputati (25 voti contro, 10 astensioni), il Parlamento Europeo ha deciso di revocare l’immunità al deputato greco Ioannis Lagos, appartenente al gruppo dei Non Iscritti, in seguito al procedimento giudiziario che lo ha visto protagonista negli ultimi 5 anni e mezzo. Lagos in passato è stato il leader di Alba Dorata, partito di matrice neonazista dichiarato illegale nel 2020 dalla Corte Suprema della Grecia. Si stratta di una presa di posizione abbastanza forte da parte dell’istituzione: come inquadrarla nell’ottica della definizione della cosiddetta “identità europea”?

Che Cos’è Alba Dorata

Nato nel 1985, Alba Dorata o, meglio, la Lega Popolare, è un partito greco di estrema destra di ispirazione nazionalista, metaxista (n.d.r.: di dichiarata ammirazione per l’ex dittatore greco Metaxas) ed euroscettico.
Questo partito è stato spesso definito come neofascista e neonazista: molti suoi esponenti e militanti si sono detti ammiratori di Hitler e hanno negato l’olocausto; inoltre, i suoi simboli ufficiali costituiscono dei richiami e stilizzazioni di emblemi del nazionalsocialismo (inno ufficiale del NSDAP, riedizione della svastica). Il radicamento nel grande pubblico si è però avuto solo nel 2012, quando, riuscendo a intercettare e canalizzare tutta la frustrazione e il malcontento della popolazione derivante dalle politiche di austerità che colpirono il Paese in seguito alla crisi economica, il partito riuscì a ottenere 21 seggi nel Parlamento nazionale con il 7% dei voti, così come, ottenendo il 9.4% dei voti alle europee del 2014, approdò anche al Parlamento europeo.


La vicenda di Ioannis Lagos

Secondo l’inchiesta giudiziaria, i vertici del partito, di cui Ioannis Lagos ha fatto parte, commissionavano ai propri militanti e sezioni paramilitari delle vere e proprie spedizioni punitive di matrice xenofoba, turcofoba, anti – migranti e anti – sinistra, con una escalation di violenza, soprattutto negli ultimi 10 anni, che ha fatto sì si arrivasse a commettere reati che vanno da aggressioni e percosse fino al tentato omicidio ed omicidio. Nell’estate del 2020, la Corte di Atene ha dichiarato Alba Dorata associazione a delinquere; nello specifico, Lagos ad ottobre è stato condannato a 13 anni e 8 mesi per “giuda di un’organizzazione criminale”. Dopo la dirimente decisione del PE, le autorità belghe hanno arrestato l’uomo, che quindi potrà essere estradato nel suo Paese e subire le conseguenze della condanna.

La decisione del PE come affermazione dell’identità europea 

L’articolo 2 del TUE elenca chiaramente i principi fondamentali ai quali l’UE in quanto tale e gli Stati che ne fanno o vogliano far parte devono attenersi: L’Unione si fonda sui valori del rispetto della dignità umana, della libertà, della democrazia, dell’uguaglianza, dello Stato di diritto e del rispetto dei diritti umani, compresi i diritti delle persone appartenenti a minoranze. Questi valori sono comuni agli Stati membri in una società caratterizzata dal pluralismo, dalla non discriminazione, dalla tolleranza, dalla giustizia, dalla solidarietà e dalla parità tra donne e uomini“. Con la decisione del 27 aprile, il PE sembra aver ribadito i principi dello Stato di diritto e soprattutto del rispetto delle minoranze, avendo contribuito a consolidare il concetto di identità europea principalmente nella sua accezione di universalismo morale e postnazionale moderno, ossia un’identità basata sulla tradizione costituzionale e dei diritti dell’uomo, che hanno la dignità umana come fonte primaria e comune.

Giulia Falaschetti

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