Georgia-UE: Charles Michel mediatore nella crisi interna

Crisi in Georgia: il susseguirsi degli scontri tra le fazioni politiche georgiane ha spinto il Presidente del Consiglio europeo, durante la sua visita a Tbilisi, a tentare un accordo tra le parti.
Crisi georgiana: le proteste non si placano
Negli ultimi giorni si assiste allo sviluppo di una crisi sociopolitica in Georgia, Paese chiave dell’URSS ma che dal 2003 guarda ad Ovest. Questa situazione critica si era aggravata nell’Ottobre del 2020 a seguito delle elezioni parlamentari vinte dal partito Sogno Georgiano partito, al potere dal 2012. Tali elezioni sono state dichiarate irregolari da osservatori internazionali e dalla stessa opposizione, con accuse di brogli e di subordinazione a Mosca. Le tensioni sono deflagrate il 23 Febbraio 2021, a seguito dell’arresto di Nika Melia, leader del Movimento Nazionale Unito (MNU) e principale oppositore dell’attuale Governo. In contrasto con l’ordine di cattura, il primo ministro Giorgi Gakharia ha scelto il 18 Febbraio 2021 di rassegnare le dimissioni. Irakli Garibashvili, anch’egli membro del partito Sogno Georgiano, è stato nominato nuovo primo ministro. Il motivo dell’arresto e dell’assalto alla sede del partito sono giustificate con l’accusa di violenze di massa organizzate durante le proteste antigovernative del 2019.
La visita di Charles Michel in Georgia
Charles Michel, attuale Presidente del Consiglio europeo, aveva programmato una visita in Georgia per il primo Marzo 2021. Con l’insorgere degli avvenimenti descritti, alcuni Membri del Parlamento europeo hanno invitato Michel, mediante una lettera, a cogliere l’occasione della visita imminente per attenuare lo scontro tra Governo ed Opposizione.
In primo luogo, si è svolto l’incontro con Presidente della Georgia, Salomé Zourabichvili, poi con il Primo Ministro ed infine una riunione congiunta con i leader dell’Opposizione e di Governo. Michel ha invitato le parti al dialogo, esortandole ad “intensificare gli sforzi per cercare un compromesso che riporti alla stabilità”, in prospettiva di nuovi accordi. Per tale motivo il Presidente del Consiglio europeo, ha annunciato di aver fissato la scadenza delle trattative di mediazione al giorno 15 marzo, data che inoltre corrisponde al Consiglio di associazione tra Ue-Georgia a Bruxelles.
Durante la sua permanenza Charles Michel ha visitato la linea di separazione che divide il Paese dall’Ossezia del Sud, territorio controllato dalla Federazione Russa.
Le relazioni tra Georgia e UE
La Georgia riveste un’importanza fondamentale per l’UE e la Politica Europea di Vicinato. Con la Georgia vige un Accordo di Associazione comprensivo di un Accordo di Libero Scambio (AA/DCFTA), che funge come trampolino di lancio per una successiva adesione sia all’UE che alla NATO. Proprio la richiesta di adesione all’UE, prevista per il 2024 spinge le autorità georgiane a rispettare gli standard minimi europei e le autorità dell’UE alla verifica del rispetto degli stessi. Nel caso specifico il processo di integrazione è messo a repentaglio dalle problematiche relative all’indipendenza giudiziaria e alla repressione contro gli oppositori politici, in un sistema dominato da pochi potenti. Tali mancanze renderebbero impossibile per la Georgia la futura adesione all’UE. Risulta fondamentale anche la celerità con la quale la Georgia adempirà ai criteri europei, evitando intoppi burocratici che porterebbero all’inasprimento della complessa situazione georgiana.
Un ulteriore dato rilevante è la recente visita di Borrell a Mosca, che ha spinto l’UE ad interagire maggiormente con i paesi dell’ex blocco sovietico ed intensificarne i rapporti, provocando una vera e propria tensione geopolitica con la Russia. Significative, infatti, sono le visite di Michel programmate in Moldavia e Ucraina, oltre che in Georgia.