Protezione civile europea: la solidarietà come unione

L’8 febbraio del 2021 il Consiglio e il Parlamento europeo hanno trovato un accordo per potenziare il servizio di protezione civile così da essere più preparati e reagire più velocemente ad eventuali emergenze.
L’ammontare del finanziamento è di 1263 milioni di euro per il periodo 2021-2027 moltiplicando cosi l’ammontare che era stato stabilito per il periodo 2014-2020. Questo potenziamento favorirà anche la flessibilità per i fondi in caso di necessità urgente così da rendere più efficace il sistema.
Sul rafforzamento del meccanismo di protezione civile dell’Europa Eduardo Cabrita, ministro portoghese dell’Interno ha affermato:
“Il meccanismo di protezione civile dell’UE è uno strumento essenziale della solidarietà dell’UE, che ha fornito un sostegno vitale agli Stati membri interessati da devastanti incendi, terremoti e catastrofi di altro genere. Tuttavia, la pandemia di COVID-19 ci ha mostrato le sfide da affrontare quando diversi Stati membri hanno bisogno di sostegno contemporaneamente. Le nuove norme ci consentiranno di essere meglio preparati a situazioni analoghe in futuro”.
Cosa rappresenta la protezione civile europea
Il progetto di protezione civile europea (EUCPM) nato nel 2001 e riformato nel 2013, si occupa di portare la sua assistenza con aiuti preventivi per cercare di ridurre le possibilità di danni futuri oppure immediatamente dopo il verificarsi di un’emergenza o di un disastro naturale in Europa e nel mondo.
Tutti gli stati membri dell’Unione Europea con l’aggiunta di sei Paesi partecipanti – Turchia, Islanda, ex Repubblica jugoslava di Macedonia, Serbia, Norvegia e Montenegro – hanno aderito al progetto.
Eucpm invia squadre di azione coordinate e sostenute finanziariamente, volte ad aiutare la popolazione e il Paese in pericolo. Inoltre è dotato di un corpo medico europeo che fornisce assistenza nel più rapido tempo possibile nei paesi colpiti attraverso laboratori mobili montati sul campo.
Per far parte del corpo medico si devono garantire altissimi standard riconosciuti dall’organizzazione mondiale della sanità (Oms) e l’Italia ne fa parte. I settori nei quali c’è l’intervento della protezione civile europea sono:
- -ricerca e sviluppo
- -operazioni di ricerca e soccorso
- -lotta agli incendi forestali e urbani
- -rimpatrio sicuro
- -spiegamento di personale medico
- -ricoveri di emergenza temporanei
- -depurazione dell’acqua
Il ruolo della protezione civile europea nel Covid-19
La protezione civile europea ha creato “il centro di coordinamento della risposta alle emergenze” (ERCC), che svolge un ruolo attivo H24, tutti i giorni della settimana, fornendo attrezzature e squadre di intervento. Tutto il lavoro viene costantemente sottoposto a una rigida attività di monitoraggio.
In risposta alla crisi sanitaria tutt’ora presente, l’Unione Europea mediante la protezione civile europea, ha svolto un ruolo chiave coordinando e finanziando la fornitura di strumenti medici e prodotti come mascherine, guanti, disinfettanti e molto altro per un ammontare di circa 15 milioni di prodotti.
Tutta questa fornitura si è estesa a circa 30 paesi nel mondo, ad esempio nel nostro paese all’inizio di aprile del 2020, grazie al ruolo svolto dall’Eucpm sono arrivati medici ed infermieri provenienti dalla Norvegia e dalla Romania.
Mentre l’Italia ha inviato in Azerbaigian e in Armenia un team di medici per aiutare questi Paesi.
Altri esempi di aiuti sono l’invio di circa 4 milioni di guanti chirurgici da parte della Norvegia alla Francia. Anche sul fronte dei vaccini il ruolo della protezione civile europea è stato importante: ad esempio il 27 febbraio la Romania ha consegnato 21.600 dosi alla Moldova. La solidarietà è un pilastro della protezione civile europea e senza di essa tutto il meccanismo non potrebbe sussistere.