Politica & Attualità

L’Ue sul traffico di esseri umani

Combattere la criminalità organizzata, che comprende anche il dramma del traffico di esseri umani, è una priorità per l’Unione europea che lo vuole affrontare con il nuovo “EU Security union Strategy” redatto dalla Commissione. Il traffico di esseri umani è un’attività criminale dai profitti molto alti per la criminalità organizzata e dall’enorme costo sociale.

La situazione attuale

Nel 2015 la stima dei profitti della criminalità derivati dal traffico di esseri umani fu di 29,4 miliardi di Euro. Nell’Unione Europea soltanto la criminalità organizzata incassa 14 miliardi di Euro esclusivamente dal traffico di esseri umani per sfruttamento sessuale, che ne è  l’obbiettivo principale. Nel biennio 2017-2018, nell’Europa a 27 Stati, sono state registrate 14.145 vittime del traffico di esseri umani. La ragione principale è lo sfruttamento sessuale (60%), seguito dal lavoro forzato (15%). Le vittime vengono sfruttate anche per fare accattonaggio forzato, possono essere  inserite a forza nella vita criminale e ancora sfruttate per la rimozione di organi. Il 72% delle vittime registrate sono donne e ragazze, il 22% delle vittime invece sono bambini. Quasi metà delle vittime sono cittadini UE. Il 34% dei quali sono stati trafficati all’interno dello stesso paese membro. Il traffico per lo sfruttamento sessuale colpisce sproporzionatamente le donne (92%), il traffico per lo sfruttamento lavorativo invece colpisce di più gli uomini(68%).

Il quadro politico e legale dell’UE

Il traffico di esseri umani è una grave violazione della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, articolo 5.3, definito anche dagli articoli 79 e 83 del TFUE come una forma particolarmente grave di criminalità organizzata, con collegamenti anche alle politiche migratorie. Il quadro politico e legale dell’UE ha un chiaro orientamento verso le vittime, prendendo in considerazione le specificità di genere e mostrando particolare sensibilità nei confronti dei bambini ed è ancorato ai diritti umani. La direttiva 36 del 2011, che definisce gli standard minimi di diritti, assistenza e protezione delle vittime della criminalità, è l’atto legislativo fondamentale per affrontare il traffico di esseri umani e stabilisce:

  • regole minime relative alla definizione dei reati e delle sanzioni;
  • disposizioni comuni per rafforzare la protezione delle vittime con assistenza e supporto ma anche nella prevenzione;
  • attori chiave per la lotta al crimine.

I progressi

La direttiva stabilisce, inoltre, che la Commissione europea rilasci una relazione sui progressi fatti nella lotta contro il traffico di esseri umani ogni due anni. La Commissione ha pubblicato le relazioni nel 2016, 2018 e nel 2020 accompagnate da documenti sul lavoro svolto e aggiungendo raccolte di dati. La terza relazione (20 ottobre 2020) è accompagnata dai documenti del lavoro svolto, fa il punto sulle misure intraprese dall’Unione europea dal 2017 e sottolinea le difficoltà continue e le abitudini emerse nel traffico degli esseri umani.  La relazione fornisce le statistiche più recenti, identifica le aree dove sono stati fatti dei progressi così come le difficoltà da affrontare. La  raccolta di dati sul traffico di esseri umani nell’Unione europea nel 2020, fornisce un’analisi dettagliata delle statistiche della giustizia penale per gli anni 2017 e 2018.

Endri Pasku

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