«L’Italia aveva ragione a chiedere l’intervento dell’Europa»
«La Storia dell’Europa è una storia di Rinascimenti», così la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen apre (in italiano) il suo messaggio sullo Stato dell’Unione 2021, trasmesso nel corso dell’appuntamento annuale dell’Istituto Universitario Europeo di Firenze. Von der Leyen ha ricordato la richiesta d’aiuto proveniente dall’Italia durante la fase più acuta della pandemia da COVID-19: «Ricordo bene l’inizio della pandemia e l’appello dell’Italia all’Europa. Gli italiani chiesero solidarietà e il coordinamento dell’Europa. L’Italia aveva ragione, l’Europa doveva intervenire. E questo è quello che abbiamo fatto».
«Siamo la farmacia del mondo e ne siamo fieri»
La presidente della Commissione ha sottolineato l’impegno dell’Unione nell’esportazione di 200 milioni di dosi di vaccino verso Paesi extracomunitari, avvenuta in contemporanea all’acquisto di altrettante dosi per i suoi cittadini. Se è vero che Paesi come il Regno Unito e gli USA hanno raggiunto numeri più alti di vaccinazioni nello stesso intervallo di tempo, «l’Europa ha raggiunto il suo obiettivo rimanendo aperta al mondo», divenendo «il principale esportatore di vaccini a livello mondiale.»
«We care deve diventare il motto dell’Europa»: un altro richiamo all’Italia
Von der Leyen ha proseguito con un riferimento agli insegnamenti di Don Milani, esempio di quella solidarietà che deve guidare i rapporti tra gli Stati membri, le istituzioni europee e l’esterno e che risulta ancora più necessaria durante una crisi di portata globale come quella causata dalla pandemia da COVID-19:
«A pochi chilometri da Firenze c’è un piccolo villaggio chiamato Barbiana. Su una collina in Barbiana c’è una piccola scuola di campagna. Negli anni Sessanta, un giovane maestro, Don Lorenzo Milani, scrisse due parole semplici in inglese su una parete in quella scuola: I care. Egli disse ai suoi studenti che quelle erano le due parole più importanti che dovevano imparare: I care”.
Significa prendersi le responsabilità e in questi anni moltissimi europei hanno detto I care con le loro azioni». «Durante e oltre la pandemia I Care deve diventare il motto dell’Europa, ha affermato la presidente della Commissione europea. «I Care, We care, questa è la lezione più importante che spero possiamo imparare da questa crisi».