L’UE è una zona di libertà per le persone LGBTIQ

Il Parlamento europeo, nella sua recente risoluzione, ha dichiarato l’Unione europea una zona di libertà per le persone LGBTIQ. Il messaggio è chiaro: gli Stati membri e l’intera comunità europea devono assumersi l’impegno di alleviare il clima di tensione, discriminazione e intolleranza che si è intensificato negli ultimi mesi. I diritti LGBTIQ sono diritti umani e il diritto alla parità di trattamento e alla non discriminazione sono diritti fondamentali sanciti nei trattati dell’Unione europea. Ogni cittadino europeo e ogni Stato membro deve rispettarli.
LGBTIQ: violente discriminazioni in Polonia
L’escalation degli atti discriminatori si è concretizzata in Polonia. Negli ultimi due anni, un centinaio di municipalità, contee e comuni polacche hanno dichiarato di considerarsi liberi dalla cosiddetta “ideologia LGBT” e hanno istituto delle “LGBT-free zone”. Le persone LGBTIQ sono ogni giorno vittime di violenti attacchi discriminatori a causa dell’incitamento all’odio da parte delle autorità pubbliche, sostenute dai media filogovernativi.
Sebbene le dichiarazioni polacche non abbiano valore legale, mandano un forte messaggio di intolleranza. È chiaro che vogliono contrastare le iniziative che promuovono i diritti fondamentali, un’educazione contro la discriminazione e a sostegno dell’uguaglianza delle persone LGBTIQ.
Lo stato di diritto in Polonia
Ciò che preoccupa maggiormente il Parlamento è che spesso l’esistenza di azioni discriminatorie contro le persone LGBT si accompagna al deterioramento della democrazia, dello Stato di diritto e della tutela dei diritti fondamentali. Nelle sue precedenti risoluzioni, il Parlamento ha già espresso la sua preoccupazione per le scarse garanzie di indipendenza della magistratura e tutela dei diritti umani in Polonia. Per questo, ha chiesto al Consiglio di attivare la procedura di accertamento del rischio di violazione dello Stato di diritto e dei valori fondanti dell’UE a carico della Polonia (art. 7, par. 1 TUE). Nonostante ciò, la situazione non è migliorata.
La risposta di Ursula von der Leyen alla LGBTIQ-free zone
Il Parlamento sostiene completamente la posizione che la presidente della Commissione europea ha preso col suo discorso sullo stato dell’Unione lo scorso settembre. Ursula von der Leyen vuole costruire un’Unione in cui “you can be who you are and love who you want – without fear of recrimination or discrimination. Because being yourself is not your ideology. It’s your identity. And no one can ever take it away”. Aggiunge che “LGBTQI-free zones are humanity free zones. And they have no place in our Union”.
Questo stesso messaggio è stato ri-twittato dalla presidente von der Leyen durante la plenaria, aggiungendo che “the EU is your home. The EU is a #LGBTIQFreedomZone”. Anche altri esponenti delle istituzioni europee lo hanno ri-twittato, come Frans Timmermans, Josep Borrell e Helena Dalli.
I preoccupanti dati dell’Agenzia per i diritti fondamentali
Il Parlamento riporta l’indagine A long way to go for LGBTI equality, condotta dall’Agenzia dell’Unione europea per i diritti fondamentali (FRA) nel maggio 2020. Emerge la correlazione tra la fobia-LGBTIQ della governance polacca e l’aumento della discriminazione e della violenza contro questa comunità. L’agenzia ha inoltre, evidenziato che le persone LGBTIQ in ogni Stato membro affrontano un elevato tasso di discriminazione in tutti i settori della vita e sono destinatari di attacchi emotivi, fisici e sessuali, sia online che offline. L’insofferenza che ne consegue potrebbe essere il motivo per cui stia aumentando il tasso di suicidi tra i giovani LGBTIQ e tra i giovani transgender.
Il messaggio di inclusione del Parlamento europeo
Ciò che emerge dalla dichiarazione del Parlamento sull’UE come zona di libertà per le persone LGBTIQ è un chiaro e forte messaggio di sviluppare una loro maggiore inclusione nella comunità. La discriminazione e il razzismo sono problemi di tutta l’Unione Europea e la lotta contro la disuguaglianza è una responsabilità condivisa che richiede gli sforzi congiunti e l’azione di tutti i livelli di governo, degli enti locali, delle organizzazioni e di tutti i cittadini europei.
Le persone LGBTIQ ovunque nell’Unione europea dovrebbero godere della libertà di vivere e mostrare pubblicamente il loro orientamento sessuale e la loro identità di genere, senza avere il timore di essere vittime di intolleranza, discriminazione o persecuzione.
Il Parlamento invita così le autorità di governance dei Paesi dell’UE, anziché discriminare le persone LGBTIQ, a proteggere e promuovere l’uguaglianza e i diritti fondamentali di tutti, comprese le persone LGBTIQ, e garantire i loro diritti.