Relazioni esterne

L’Unione Europea sarà il futuro dell’Albania?

Ursula von der Leyen, Edi Rama

Si è svolta il primo marzo a Bruxelles l’undicesima sessione del Consiglio di stabilizzazione e di associazione (SA Council) tra Unione Europea e Albania. La riunione era presieduta dall’Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza / Vicepresidente della Commissione, Josep Borrell. La delegazione albanese era guidata dal Primo Ministro albanese, Edi Rama. Il Commissario per la politica di vicinato e i negoziati di allargamento, Olivér Várhelyi, rappresentava la Commissione europea.
Il Consiglio ha accolto con “favore” la storica decisione del Consiglio dell’Unione europea nel marzo 2020 di aprire i negoziati di adesione con l’Albania.

Verso la Conferenza intergovernativa


Il Consiglio di stabilizzazione e associazione attende di tenere il prima possibile la prima conferenza intergovernativa e ha preso atto dei progressi compiuti in settori quali lo stato diritto, il sistema giudiziario, il rispetto dei diritti fondamentali, la pubblica amministrazione, la politica economica, l’istruzione e l’occupazione. Ha incoraggiato il paese a proseguire il suo programma di riforme per avvicinarla sempre più agli standard democratici occidentali, e in particolare europei.

Albania: la riforma giudiziaria


Un’importante attenzione è stata posta ai buoni esiti che la riforma giudiziaria ha portato nel paese, nei termini di lotta contro la corruzione e la criminalità organizzata, due fattori questi che sono presenti in tutti i paesi dei Balcani occidentali e che rallentano il processo di integrazione. Lo scopo della riforma è stato quello di orientare complessivamente il sistema rafforzando l’indipendenza, l’imparzialità, la trasparenza rispetto ai partiti politici che avevano un’influenza importante sul sistema giudiziario del paese. Il punto chiave della riforma è stata, quindi, la separazione tra potere esecutivo e giudiziario con l’introduzione di nuove istituzioni quali ad esempio la “Corte costituzionale” o il “Consiglio superiore della Procura”, tutte strutture poste al vertice del sistema giudiziario che ne devono assicurare l’efficienza e indipendenza.
Tali istituzioni hanno permesso anche ai cittadini albanesi di avvicinarsi a seguire con interesse il dibattito politico incoraggiandoli a denunciare abusi e\o casi di corruzione.
Il consiglio seguirà da vicino le prossime elezioni parlamentari che avverranno nell’aprile di quest’anno invitando le parti a rispettare le raccomandazioni dell’OSCE/ODIHR e della Commissione di Venezia. Il dialogo costruttivo e inclusivo tra i partiti politici e la cooperazione nel parlamento albanese saranno essenziali per ulteriori sviluppi sulle riforme e per la sostenibilità complessiva dell’impegno nel processo di integrazione dell’UE.

Ottime reazioni di Ursula von Der Leyen e David Sassoli

Lo scorso 2 marzo la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, dopo l’incontro con il primo ministro Edi Rama, ha dichiarato che i negoziati di adesione tra Europa e Albania dovrebbero iniziare a breve e che il futuro dell’Albania è l’Europa.

Anche il Presidente del Parlamento Europeo, David Sassoli ha espresso il sostegno del Parlamento all’avvio della prima conferenza intergovernativa guardando con favore le riforme fondamentali che l’Albania sta attuando per l’adesione all’UE.

Un’Albania “Europea”

La prima Conferenza intergovernativa si svolgerà sicuramente dopo le elezioni parlamentari del 2021. L’UE sarà molto attenta agli esiti che tali elezioni porteranno, se verranno rispettate le norme e le procedure democratiche da parte dei principali attori del paese. Vanno riconosciuti gli sforzi e gli ottimi risultati che il paese delle aquile ha svolto negli ultimi anni e da sempre ha dimostrato la volontà nell’aderire nell’Unione.
Va anche ricordato che avere un’Albania “europea” è strategico sia a livello geopolitico sia dal punto di vista delle relazioni estere. Situata nei Balcani occidentali, è oggetto di attenzioni da parte della Russia, Turchia e Cina che desiderano affermare la propria influenza economica e culturale nell’area balcanica. Proprio per questa ragione avere un’Albania “europea” porterebbe vantaggi non solo al paese stesso, ma si affermerebbe il ruolo che l’Europa può svolgere nei Balcani, diventando uno dei protagonisti principali laddove sussistano delle crisi interne.  

Vjola Brahushi

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