Ambiente & Energia

La Commissione trova l’accordo sulla Legge Europea sul Clima

Il 21 aprile la Commissione Europea ha raggiunto un accordo sulla Legge Europea sul Clima, accogliendo le proposte dei negoziatori volte a rafforzare il quadro europeo già esistente. La proposta era stata inizialmente presentata dalla Commissione il 4 marzo 2020, ma la decisione è arrivata solo oggi. Dopo mesi di stallo, infatti, i colloqui sono ufficialmente ripartiti martedì pomeriggio e dopo 14 ore di dibattiti la lunga notte della Commissione si è conclusa alle 5 di stamattina consacrando l’impegno europeo a raggiungere la cosiddetta “neutralità climatica” entro il 2050. Quando Parlamento e Consiglio approveranno formalmente l’accordo provvisorio odierno la legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell’Unione ed entrerà finalmente in vigore.

Obiettivi della Legge europea sul clima

Così come il Green Deal europeo, la Legge Europea sul Clima punta a diventare la strategia di crescita vincente per trasformare l’Unione in un’economia sostenibile, competitiva e moderna. Oltre alla neutralità climatica, il piano messo a punto dai Parlamentari e dagli stati membri mira anche a ridurre le emissioni nette di gas a effetto serra di almeno il 55% entro il 2030, e ad arrivare alla definizione di un obiettivo climatico per il 2040, tenendo conto di un bilancio indicativo per il ventennio 2030-2050 che sarà pubblicato dalla Commissione.
L’obiettivo del 2040 ha un’importanza particolare per il Parlamento, che avrà un’indicazione della quantità di carbonio che l’UE può emettere fino al 2050 prima di violare l’accordo di Parigi.
L’obiettivo del 2050 invece non è stato reso obbligatorio per ogni singolo stato a livello individuale, sarà un traguardo che tutta l’UE dovrà raggiungere, rendendolo un obiettivo collettivo. Fra gli obiettivi a lungo termine più importanti, l’accordo prevede l’istituzione di un Comitato consultivo scientifico europeo sui cambiamenti climatici, che fornirà consulenza scientifica indipendente. Il nuovo organo sarà composto da 15 membri provenienti da tutta Europa, ciascuno eletto per quattro anni e l’Agenzia Europea dell’Ambiente sarà il suo segretariato. Inoltre, anche se non espressamente menzionato nella legge, la Commissione europea ha accettato di aumentare il contributo dei pozzi di assorbimento del carbonio al fine di portare l’ambizione climatica europea al 57%.

Opinione pubblica

La notizia è stata accolta positivamente da quasi tutti i membri dell’Unione. Jytte Guteland, capo negoziatore del Parlamento, si è detto soddisfatto, anche se convinto che si potesse ottenere di più, mentre l’inclusione dei “serbatoi di carbonio” nell’obiettivo climatico dell’UE ha causato nervosismo tra i Verdi che hanno definito la mossa un “trucco contabile” per raggiungere l’obiettivo del 55% per il 2030. Il Partito popolare europeo (PPE), che ha sostenuto l’obiettivo, è stato invece più positivo, definendolo “molto ambizioso”. Chiaramente soddisfatta dei risultati raggiunti Ursula Von der Leyen, che ha dichiarato: “Sono lieta che abbiamo raggiunto un accordo su questo elemento centrale del Green Deal europeo. Il nostro impegno politico per diventare il primo continente climaticamente neutro entro il 2050 è ora anche un impegno legale. La legge sul clima imposta l’UE su un percorso verde per una generazione intera. È il nostro impegno vincolante per i nostri figli e nipoti.”

Maria Vittoria Massarin

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