La vittoria di Amazon sull’UE
Amazon, il colosso dell’e-commerce, il 12 maggio 2021 ha vinto la battaglia legale contro l’Unione europea, che l’accusava di un’indebita riduzione dell’onere fiscale di una filiale europea in Lussemburgo.
L’esito della sentenza rappresenta un duro colpo per l’Europa che cerca da anni di combattere i colossi dell’e-commerce per pratiche anti-concorrenziali e comportamenti diretti ad aggirare il fisco.
Margrethe Vestager è la Commissaria alla concorrenza che si è battuta per portare avanti la campagna contro Amazon, ma la sentenza ha significato anche per lei una grande sconfitta.
I fatti
I fatti sono risalenti al 2017 quando la Commissione europea ordinò all’azienda statunitense di Jeff Bezos di pagare 250 milioni di euro di tasse al Lussemburgo, sostenendo che la società dovesse restituire al paese gli aiuti ricevuti, sulla base di un accordo fiscale del 2003, ritenuto però contrario alle regole comunitarie.
Questa ordinanza ha portato sia Amazon che il Lussemburgo a fare ricorso all’organo di primo grado della Corte di giustizia dell’Unione ossia al tribunale dell’Unione europea.
Questa diatriba è nata perché è noto da tempo che in Lussemburgo, ma anche in altri paesi come l’Irlanda (caso Apple) i colossi dell’e-commerce trovano una fiscalità vantaggiosa. Già nel 2018 si era iniziato a ipotizzare l’introduzione di una web-tax da parte dell’Ue ossia una tassa sulle multinazionali come Google, Amazon, Apple che hanno trovato, secondo le autorità, delle “scorciatoie” fiscali in alcuni paesi.
Questa tassa è nata il primo gennaio 2020 ed è rivolta ad aziende che hanno un fatturato superiore a circa 750 milioni di euro e con un fatturato generato all’interno dei paesi europei di circa 50 milioni di euro, con un’aliquota del 3% da pagare sul fatturato.
La sentenza Amazon contro Ue
A partire dal 2006, il gruppo Amazon ha portato avanti le sue attività commerciali in Europa attraverso due società in Lussemburgo, che sono la Amazon Europe Holding Technologies SCS (LuxSCS), una società in accomandita semplice lussemburghese i cui soci erano entità americane del gruppo Amazon e dall’altro lato Amazon EU Sàrl (LuxOpCo), una società interamente controllata da LuxSCS.
Il Lussemburgo aveva dato credito al metodo di calcolo dell’importo annuale dovuto da LuxOpCo alla controllante Amazon Europe Holding Technologies SCS a titolo dell’accordo di licenza. Giudicando questo ruling un aiuto di Stato, ai sensi dell’articolo 107 TFUE, e, precisamente, un aiuto al funzionamento incompatibile con il mercato interno, la Commissione aveva ordinato il recupero degli eventuali benefici.
Ma la Corte di giustizia europea si è espressa dicendo che “la Commissione non ha dimostrato in modo giuridicamente adeguato che vi sia stata un’indebita riduzione dell’onere fiscale di una filiale europea del gruppo Amazon”.
Amazon quindi, recita la sentenza, non ha beneficiato di alcun vantaggio e quindi non deve restituire nulla.