Politica & Attualità

La Commissione e la lotta alla criminalità organizzata

Le gravi forme di criminalità, specie la criminalità organizzata, sono una minaccia costante per la sicurezza di tutti i cittadini dell’UE. Per analizzare tali fenomeni si fa solitamente riferimento alla relazione di Europol, pubblicata ogni quattro anni, che analizza in particolar modo le reti criminali che commettono atti di violenza e di corruzione.

La relazione di Europol

L’ultima relazione di Europol, pubblicata il 12 aprile 2021, si focalizza con particolare attenzione sugli attacchi informatici, sui reati contro le persone (traffico di esseri umani e traffico di migranti), sulla criminalità organizzata contro il patrimonio e sui crimini di tipo ambientale. Inoltre in quest’ultima relazione l’Europol si è soffermata molto anche sull’impatto che il Covid-19 ha avuto sul panorama criminale dell’UE e l’evoluzione che questo virus ha portato anche nei metodi utilizzati dalle organizzazioni criminali. Oltre al fattore della sicurezza dei cittadini (che deve essere messo necessariamente al primo posto) vi è anche un fattore economico che ha spinto la Commissione europea ad elaborare delle strategie per combattere la criminalità: nel 2019 si è stimato che i proventi da attività  illecite erano circa l’1% del PIL dell’Unione europea, che corrisponde circa a 139 miliardi di euro.

La strategia quinquennale della Commissione contro la criminalità

Entrando nel merito della strategia che la Commissione ha intenzione di adottare essa definisce chiaramente tutti gli strumenti e le misure che dovranno essere applicati nel prossimo quinquennio, è basata sostanzialmente su quattro punti:

  1. In primo luogo troviamo l’aumento della cooperazione tra le forze dell’ordine e le autorità giudiziarie, infatti con reti criminali di nazionalità eterogenee diventa necessario lo scambio di informazioni tra le autorità di contrasto e quelle giudiziarie presenti in tutta l’Unione europea. Per riuscire in ciò la Commissione ha intenzione di aumentare ed ammodernare la piattaforma multidisciplinare europea di lotta alle minacce della criminalità, la cosiddetta EMPACT. Questa struttura riunisce da sola tutte autorità preposte a livello sia europeo sia nazionale, affinché si possano identificare e combattere collettivamente le minacce della criminalità, attraverso soprattutto lo scambio di informazioni essenziali come ad esempio quelle riguardanti il DNA, le impronte e i veicoli.
  2. Un secondo punto fondamentale è sicuramente quello composto dalla specificità dei reati in maniera da rendere le indagini sempre più efficaci, infatti la Commissione ha intenzione di riesaminare le normative UE contro i reati ambientali, di elaborare una serie di strumenti per combattere la contraffazione e di creare misure ad hoc contro il traffico illecito di beni culturali.
  3. Il terzo punto consiste nella certezza che il crimine non paghi, per fare ciò diventa essenziale la lotta alla finanza criminale, scoraggiando così i reati stessi. Per riuscire in questo obbiettivo la Commissione proporrà di rivedere l’intero quadro dell’UE sulla confisca dei guadagni dei reati e di sviluppare delle norme antiriciclaggio comunitarie.
  4. Infine l’ultimo punto consiste nel rinnovare le tecnologie a disposizione delle autorità preposte alla lotta alla criminalità, infatti circa l’80% dei reati presentano ormai una componente digitale. Per stare al passo dei criminali le autorità hanno bisogno di un rapido accesso agli indizi e alle prove digitali, e per fare ciò bisogna che le autorità stesse riescano ad ottenere attrezzature tecnologicamente molto avanzate, in modo che siano pronte per l’era digitale.

In conclusione possiamo affermare che la sempre più forte interconnessione tra le diverse reti criminali sparse le l’intera Unione europea necessita per forza di cose una risposta a livello comunitario, dato che a livello nazionale nessuno stato avrebbe le forze e le risorse per debellare tali fenomeni criminali. Per fare ciò diventa sicuramente essenziale la cooperazione delle varie autorità presenti negli stati membri, ed è confortante che la Commissione si stia muovendo in tal senso.
Il crimine in generale è sicuramente duro a morire, ma se si lavora tutti insieme sicuramente si avranno più possibilità per vivere in un Europa sicura e libera dal giogo delle organizzazioni criminali.

Carlo Fantini, Adriano Bellucci, Giovanni Costantino Aloia

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