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#iorestoacasa: il “modello” Italia

Source: EC – Audiovisual Service

I Paesi europei hanno preso consapevolezza della gravità del nuovo Covid-19 e l’Italia sembra ormai esser presa il modello di riferimento per la gestione dell’epidemia.

Il “modello Italia”

È il 10 marzo quando a Berlino il quotidiano “Frankurter Allgeimeine Zeitung” afferma che l’Italia è il Paese europeo al quale bisogna guardare se si vuole prendere ispirazione in campo di politiche da attuare per il contenimento del Corona Virus.
Il quotidiano si esprime in tal modo dopo aver analizzato il decreto governativo attraverso il quale viene effettivamente determinata una Zona Rossa di quarantena al Nord -Italia, decreto che successivamente verrà esteso all’intera penisola italiana trasformando così l’Italia in un vero e proprio Paese in quarantena.

#iorestoacasa

Nonostante il pericolo di contagio sia realmente dietro l’angolo per tutti i Paesi Europei, inizialmente, è con assoluta ed estrema superficialità che questo viene considerato dalla maggioranza dei premier dei diversi Stati Membri: mentre assistiamo in Italia ad un blocco e una chiusura pressoché totale dei luoghi pubblici i e privati con l’esplicita entrata in vigore del “divieto di uscire” se non per ragioni di necessità veritiera e auto certificata, i restanti cittadini europei continuano a vivere le loro vite senza alcuna, o quasi, prevenzione per il contagio del virus.

Il caso francese

Lo stato di pericolo imminente percepito in Italia, dove sono state prese le necessarie misure estreme di quarantena nazionale, non sembra aver preoccupato la nazione francese, dove masse e masse di individui  hanno continuato ad associarsi tra loro così come accadde, ad esempio, il 10 marzo in occasione del tanto atteso dalla popolazione “raduno dei puffi” che vide un’aggregazione di circa 3.500 persone manifestare allegramente senza considerare l’altissimo rischio di contagio del virus.
Solo nelle ultime settimane si è assistito ad un’effettiva presa di coscienza da parte dei premier europei, i quali sembrerebbe che si siamo resi conto della reale portata del fenomeno solo dopo aver riscontrato all’interno dei propri confini un numero di casi positivi sempre crescente.

Nessuno può farcela da solo

“Nessun Paese può farcela da solo sono queste le parole del presidente del Consiglio europeo Charles Michel durante un’intervista per La Stampa durante la quale ammette che effettivamente capisce la sensazione provata dallo Stato Italiano nell’esser stato lasciato ad affrontare l’emergenza Coronavirus da solo durante le prime palesi manifestazioni dello stesso virus sul suolo italiano, dichiarando contestualmente che si sta lavorando per un miglior coordinamento dei Paesi Membri per far fronte a questa crisi internazionale attraverso l’elaborazione di nuove strategie.

L’Europa come uno dei centri mondiali della pandemia

Già poco prima che l’Organizzazione Mondiale della Sanità definisse il continente europeo come nuovo centro della pandemia, abbiamo assistito alla chiusura di diverse frontiere nazionali con l’Italia e i diversi Paesi a rischio da parte degli altri Stati europei che, man mano si sono comunque ritrovati al centro dell’intera questione relativa al Covid-19 con la conseguente necessità di attuare delle politiche d’emergenza per contrastare il contagio del virus.
Scuole chiuse e messa in stato di quarantena di diverse regioni su modello italiano e ancor prima cinese, fino ad arrivare all’approvazione da parte dei 27 leader europei della proposta della Commissione europea di chiudere le frontiere con una conseguente restrizione dei viaggi non necessari verso l’UE per almeno 30 giorni.

Alice Galati, Alessia Hajdini

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