L’UE mette Schengen in quarantena

Source: EC – Audiovisual Service

A partire dal pomeriggio del 17 Marzo 2020, l’UE ha chiuso le frontiere dell’area Schengen, lo spazio di libera circolazione di merci e persone all’interno dell’Unione Europea. Annunciata nella Conferenza stampa del 16 marzo, la misura è diventata operativa dal giorno successivo.
La speranza è di riuscire a contenere la diffusione del Covid-19. Per l’applicazione della misura la Commissione conta su un’azione coordinata tra Paesi membri, ma anche sulla collaborazione delle quattro nazioni associate all’area Schengen.

Quali sono le misure?

Per rendere tutto più trasparente, sono state redatte delle Guidelines che elencano i comportamenti da tenere e quelli da evitare in una situazione di emergenza che costringe alla chiusura dell’area Schengen.

Gli Stati membri devono ammettere i cittadini e i residenti comunitari nel proprio territorio, facilitando, così, il transito di chi deve tornare a casa.

Il passaggio è garantito anche per i mezzi che devono assicurare l’approvvigionamento giornaliero. A tal proposito, si prospetta la realizzazione di alcune “green lanes”, corsie veloci adibite al trasporto di beni di prima necessità, come farmaci, presidi sanitari e generi alimentari. Preservare la libera circolazione delle merci è di massimo rilievo se gli Stati membri voglio evitare inutili affollamenti presso i negozi.

Per quanto concerne le frontiere esterne all’area, i cittadini comunitari (e non) saranno soggetti a controlli sistematici nei punti nevralgici di passaggio. Lo scopo è di individuare i casi sospetti, isolarli e garantire loro il trattamento medico necessario. Gli Stati membri, inoltre, hanno la possibilità di impedire l’ingresso a coloro che manifestano i sintomi da COVID-19 o, in alternativa, prevedere per loro l’isolamento o la quarantena. All’interno delle Guidelines, è ben specificato che qualsiasi misura presa deve essere proporzionata e non discriminatoria.

Chi è esente?

La Commissione ha previsto anche il divieto di compiere viaggi non necessari all’interno dell’Unione Europea per i prossimi 30 giorni. Tuttavia, le esenzioni riguardano i residenti di lungo termine nell’UE, i diplomatici e gli autotrasportatori che devono garantire il rifornimento di beni di prima necessità: il loro transito è ammesso, seppur con tutti i controlli necessari.
È inoltre, garantito il passaggio di personale medico e scientifico.

Quali conseguenze sull’economia?

La Presidentessa ha affermato che lo scopo principale di questa decisione, oltre a limitare il rischio di esposizione dei cittadini comunitari al virus, è anche quello di assicurare una continuità economica al mercato unico. Si vuole dare a tutti la possibilità di continuare a condurre le proprie attività di business, garantendo l’accesso alla liquidità necessaria. L’Unione Europea sta lavorando affinché l’economia subisca il meno possibile le conseguenze derivanti da un simile stato di emergenza, cercando di fornire aiuti rivolti a tutti gli stati membri.
It’s not only an economic issue: our single market is a key instrument of European solidarity, ha affermato Ursula von der Leyen durante la coferenza stampa.

La libertà cede il passo alla sicurezza

Si tratta di disposizioni che mettono a dura prova l’esistenza di un’Europa aperta e accogliente, e prevedono di fatto uno “stato d’eccezione” rispetto alle libertà garantite dai Trattati. Rinunciare a parte della nostra libertà potrebbe rivelarsi indispensabile per superare un momento così critico per il mondo intero.

Ludovica Ammirato, Paola Bencivenga, Daniele Foschi

Autore dell'articolo: LabEuropa

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