Brexit: un accordo su tutto (o quasi). E via libera a periodo di transizione

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Fonte: Il Sole 24 Ore

Dopo giorni di intenso lavoro, i negoziati sulla Brexit tra Unione europea e Regno Unito sembrano aver subito un’accelerazione. Il 19 marzo è stato trovato un accordo tra il rappresentante dell’Ue Michel Barnier e il suo omologo britannico David Davis, su una prima bozza di divorzio. Un’intesa quella dei giorni scorsi che è stata possibile anche grazie alla scelta della Gran Bretagna di ammorbidire le condizioni iniziali al “divorzio consensuale”. In particolare è stato raggiunto un accordo di massima sul “periodo di transizione” di circa 21 mesi in cui, al termine del negoziato fissato al 29 marzo 2019, tutto resterà com’è ora fino al 31 dicembre 2020. Londra manterrà e potrà ancora beneficiare delle politiche del Mercato unico e dell’Unione Doganale, mentre i cittadini inglesi ed europei manterranno gli stessi diritti.

Non solo Brexit: la questione Irlanda

Tre i nodi più complessi: i diritti dei cittadini, il conto finanziario e la frontiera tra le due Irlande. I primi due sono stati risolti. Rimane ancora da definire la questione irlandese, non a caso la più spinosa. Per l’Unione europea non può sussistere un confine con controlli alla frontiera tra la Repubblica irlandese e l’Irlanda del Nord (anche dopo l’uscita della Gran Bretagna dall’Ue). Mentre per il governo di Theresa May è impossibile pensare a barriere e controlli alla frontiera tra Irlanda del Nord e il resto della Gran Bretagna.
Il testo dell’accordo stabilisce che almeno per ora continuerà ad esserci libero passaggio di persone e beni tra le due Irlande. Tuttavia, l’obiettivo di Londra è sviluppare in futuro un accordo commerciale tra Gran Bretagna e Ue con l’obiettivo di non prevedere controlli alla frontiera.
Inoltre, il Regno Unito, inizialmente contrario, ha accettato di mettere in conto anche la possibilità che l’Irlanda del Nord rimanga nell’Unione doganale. La svolta di Londra in questo senso è dovuta ad un irrigidimento della posizione di Dublino che aveva minacciato di porre il veto sulla questione.

Prossime tappe

‘Nulla è deciso finché tutto non è stato deciso’, ha comunque ribadito il rappresentante Ue dei negoziati, Michel Barnier. Il nodo della questione rimane, infatti, ancora aperto. E, di fatto, si tratta di intese provvisorie. Il 23 marzo il Consiglio Ue ha approvato le linee direttive della bozza che dovrebbero portare al distacco della Gran Bretagna. Bozza approvata nonostante il rischio di un veto della Spagna sulla questione di Gibilterra. Londra e Bruxelles potrebbero giungere ad un accordo definitivo entro ottobre in modo da permettere al Parlamento europeo di pronunciarsi, con accordi o meno, prima del 29 marzo 2019 (data che segna l’uscita formale della Gran Bretagna dall’Unione europea). La cosiddetta opzione ‘hard Brexit’. Opzione che però, in realtà, non è stata per nulla presa in considerazione da Theresa May.

 

Vincenzo Mosella, Antonio Tommasi

 

Autore dell'articolo: LabEuropa

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