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Roaming: “Roam like at home” fino al 2032

“Una storia di successo europeo senza precedenti. Mostra come tutti noi beneficiamo direttamente del mercato unico dell’Unione” , ha dichiarato Angelika Winzing relatrice al Parlamento europeo per il rinnovo del Regolamento sul roaming.

Quando si esce dal proprio paese recandosi in uno degli Stati membri, l’utilizzo del cellulare non comporta tariffe aggiuntive: applicando il cosiddetto “roaming” le chiamate, gli SMS e i servizi di dati sono addebitati alle tariffe nazionali, per cui il prezzo sarà invariato rispetto al paese d’origine (“uso corretto dei servizi di roaming”).
Ma nel dettaglio, che cosa s’intende per roaming? Dall’inglese to roam “vagare, andare in giro”, il roaming viene utilizzato in particolare dagli operatori telefonici di telefonia cellulare per permettere agli utenti mobili di collegarsi tra loro utilizzando eventualmente anche una rete non di loro proprietà dietro una quota di pagamento all’altro operatore.
Il Regolamento sul roaming ha introdotto lo schema “Roam like at home” che ha imposto la fine dei sovrapprezzi di roaming nel mercato UE a partire dal 15 giugno 2017. Poiché il regime di abolizione dei supplementi per il roaming mobile doveva scadere il 30 giugno 2022, la normativa ha previsto il rinnovo del programma per ulteriori dieci anni, prevedendo:

  • Stessi costi, qualità e velocità della connessione mobile all’estero come a casa
  • La presa in esame dei costi delle chiamate intra-UE da parte della Commissione

Roaming: se la rete utilizzata a casa è veloce deve esserla anche quella all’estero

Dagli ultimi dati dell’Eurobarometro, è emerso come il 33% delle persone ha dichiarato di aver sperimentato una velocità internet mobile inferiore a quella solita nel paese d’origine, e il 28% che lo standard di rete era inferiore a quello di casa (esempio 3G invece che 4G).
A seguito dei negoziati, i deputati hanno ottenuto non solo che i consumatori continuino a poter utilizzare il proprio servizio mobile all’estero senza costi aggiuntivi, ma che godano del diritto alla stessa qualità e velocità di connessione all’estero così come a casa. A tal proposito, sono state previste disposizioni per vietare le pratiche che riducano la qualità dei servizi roaming.
Il senso è che se i cittadini possono usufruire di una velocità 4G (o addirittura 5G) come parte del loro abbonamento, non dovrebbero avere velocità di rete inferiori durante il roaming, salvo naturalmente l’effettiva disponibilità di queste reti.
Nel caso specifico del 5G, la Commissione pretende che i consumatori debbano essere in grado di utilizzare determinate applicazioni e servizi durante il roaming.

Accesso ai servizi d’emergenza e abolizione dei sovrapprezzi per le chiamate intra- UE

Per quanto riguarda queste due questioni, l’accesso ai servizi d’emergenza (sia per chiamate che per i messaggi di testo) sarà gratuito per viaggiatori e per persone con disabilità, con annesso obbligo da parte degli operatori di fornire informazioni sul 112, numero di emergenza europeo.
Durante i negoziati, i deputati si sono espressi anche al fine di porre fine ai supplementi per le chiamate intra-UE. Attualmente, data la confusione tra chiamate in roaming e chiamate intra-UE, le seconde sono fissate a 19 centesimi al minuto (ci saranno sicuramente ulteriori valutazioni da parte della Commissione)

Roaming: la parola agli operatori?

Il roaming all’estero vede notevoli benefici per i consumatori, a patto che i costi siano sostenibili per gli operatori, specie i più piccoli.
Le nuove regole proposte prevedono ulteriori riduzioni dei prezzi all’ingrosso del roaming, cioè i prezzi che gli operatori si addebitano a vicenda per l’utilizzo della loro rete quando i loro clienti viaggiano all’estero. Nella proposta i massimali di prezzi tra operatori sono fissati a un livello che permetta agli operatori di recuperare i costi di fornitura dei servizi di roaming.

Anastasia Alla, Alesia Duka, Sarah Berardi

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