Migranti: il Consiglio d’Europa promuove l’Italia, ma ribadisce cooperazione e sostegno di tutta l’Ue

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Da vita.it

Il Consiglio d’Europa promuove l’Italia nell’opera di salvataggio e accoglienza dei migranti. Il Comitato europeo per la prevenzione della tortura e delle pene (Cpt), l’organo del Consiglio d’Europa preposto alla verifica delle condizioni di trattamento delle persone private della libertà, ha infatti pubblicato un Rapporto all’interno del quale riconosce gli sforzi compiuti dal nostro Paese nella gestione della crisi dei migranti, ma allo stesso tempo ribadisce la necessità di cooperare sulla gestione dei migranti a livello europeo, tramite un approccio coordinato e un sistema di sostegno alle autorità nazionali.

Il Rapporto e le verifiche

Dal giugno 2017, il Comitato ha effettuato sopralluoghi negli hotspot di Lampedusa, Pozzallo, Trapani e in un’unità mobile al porto di Augusta, oltre che nei Centri di permanenza per Rimpatri di Caltanissetta, Torino, Ponte Galeria (Roma) e nelle camere di sicurezza dell’Aeroporto di Fiumicino (che ospitano i cittadini stranieri ai quali è rifiutato l’ingresso nel Paese). Dal Rapporto emerge che “non sono pervenute accuse o altre indicazioni circa l’uso eccessivo della forza o altre forme di maltrattamento fisico in nessuno degli hotspot visitati”, con la sola eccezione di alcune forme di intimidazione tra detenuti presso il Cpr di Caltanissetta e quello di Torino. Le condizioni si dichiarano generalmente “buone” negli hotspot di Pozzallo, Trapani e Augusta, mentre si ritengono “accettabili”, solo per brevi periodi di sosta, a Lampedusa e nelle camere di sicurezza all’Aeroporto di Fiumicino, per via della mancanza di luce naturale, aria fresca e zone di passaggio esterne. Le condizioni materiali del Cpr di Caltanissetta, invece, sono state ritenute piuttosto insufficienti: spazi ristretti, scarse condizioni igieniche e sanitari da riparare urgentemente. Da qui la decisione del Ministero dell’Interno di chiudere provvisariamente, in attesa della ristrutturazione, sia l’hotspot di Lampedusa che il Centro di permanenza per i rimpatri di Caltanissetta. Migliori invece le condizioni del centro di Ponte Galeria. La delegazione Comitato ha valutato tutto sommato sviluppabili le possibilità di attività ricreative e di azioni propositive, professionali o lavorative, per coloro che soggiornano più a lungo nei Cpr. Il Comitato ha anche sollecitato l’Italia ad attuare la riforma della legge sugli hotspot, per regolamentare la privazione della libertà personale dei migranti in questi luoghi, comprese le relative tutele legali. Per quanto riguarda i minori non accompagnati, il Comitato ammonisce l’Italia sotto il profilo della frequente indisponibilità di opportune strutture di accoglienza, ma guarda positivamente alla recente adozione di una nuova procedura di valutazione multidisciplinare dell’età, che ritiene applicabile in tutti gli hotspot.
Nel Rapporto del Comitato è stata comunque sottolineata la qualità dei servizi forniti ai migranti da parte delle autorità italiane, a cominciare dai servizi e dagli operatori sanitari: medici e infermieri pronti ad intervenire ogni giorno ad ogni ora. L’organo del Consiglio d’Europa afferma anche di “riconoscere le grandi sfide affrontate dall’Italia riguardo all’afflusso di arrivi via mare e i notevoli sforzi fatti per salvare e accogliere centinaia di migliaia di rifugiati, richiedenti asilo e migranti” e si dice, inoltre, “impressionato dal modo in cui le autorità italiane gestiscono quotidianamente la situazione”, auspicando che al più presto l’Europa si muova unita per arginare in maniera compatta le conseguenze potenzialmente rischiose di una crisi così epocale, quale è quella migratoria.

 

Ilenia Abbondanza, Giulia Solferino

 

Autore dell'articolo: LabEuropa

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