Jacques Delors: la crisi dell’Unione europea e la mancanza di solidarietà ai tempi del Covid-19

In concomitanza con la crisi del Coronavirus e le problematiche che sono emerse negli ultimi giorni riguardo la “poca solidarietà” all’interno dell’ Unione europea si è espresso Jacques Delors.

Jacques Delors: un padre dell’Europa

Jacques Delors, uno degli architetti dell’idea “Europa” negli anni Ottanta e Novanta, alla testa della Commissione per quasi un decennio, dal 1985 al 1994. Membro del partito socialista francese, deputato al Parlamento europeo dal 1979 al 1981; l’onorevole Delors con i suoi ormai 94 anni è un personaggio che ha ancora molte cose da dire.
Sin dal 2010 Delors, si era espresso sulla crisi del progetto europeo affermando che uno dei motivi di questa crisi è la globalizzazione che risveglia il sentimento dei nazionalismi ed un regionalismo diffuso.

Crisi del coronavirus e solidarietà

In una dichiarazione rilasciata all’AFP, Delors continua ad affermare come sia emerso ancora di più, con la diffusione del Coronavirus all’interno degli Stati membri, la mancanza di solidarietà europea. L’ex presidente della commissione sottolinea come questo potrebbe essere un pericolo mortale per l’Unione europea. Come succedeva qualche decennio fa sembrano sempre prevalere gli egoismi di alcuni singoli governi europei.
Delors afferma che “il microbo che è ritornato”, la divisione tra gli Stati membri, soprattutto tra i paesi del sud e quelli del nord.

” Affinché l’Unione europea funzioni, abbiamo bisogno di una concorrenza che stimoli, una solidarietà che unisce e una cooperazione che rafforzi ” ha affermato il politico.
Vicino alle sue posizioni, Jérôme Vignon, ex collaboratore della Commissione europea, sottolinea che “queste parole sono in linea con Jacques Delors che ha parlato raramente negli ultimi anni, tranne che per cercare sistematicamente di incoraggiare una maggiore cooperazione e solidarietà tra Stati membri”.

Delors: l’emergenza e i coronabond

È stato inoltre sottolineato come sin dalla crisi greca del 2013-2014 diversi Stati membri tra cui la Francia hanno proposto emissioni pubbliche di prestiti avvianti congiuntamente dagli Stati per facilitare il finanziamento del debito di coloro che stanno affrontando difficoltà gravi. Si vuole ribadire quindi, come l’elemento centrale di questa crisi sia la mancanza dell’intervento del nucleo centrale che ha rifiutato di mettere in comune il debito.
Delors conclude affermando che “oggi è in gioco la sopravvivenza dell’Europa”.

Basma El Moujahdi, Paola Michisanti

Autore dell'articolo: LabEuropa

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