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Eurobonds: cosa sono?

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L’idea degli Eurobonds ha origini più antiche di quanto si possa pensare.  Già negli anni ’50, quando i sei Stati Membri dell’Unione Europea avanzavano ipotesi su una  futura adozione di una moneta unica, si parlava di Eurobonds. Tuttavia, l’idea e l’utilizzo degli Eurobonds come li conosciamo noi oggi risale al 1993 per opera di Jacques Delors.  Delors, Presidente della Commissione Europea 1985-1995, propose l’emissione degli Union Bonds per il finanziamento di investimenti infrastrutturali nei settori dei trasporti, dell’energia e telecomunicazioni oltre ai prestiti della Banca europea per gli investimenti (BEI). Le proposte più recenti per gli Eurobonds sono collegate al loro utilizzo nel caso di crisi di debito di uno degli Stati Membri.

Cosa sono gli Eurobonds?

Gli Eurobonds sono prestiti collettivi. Precisamente il governo di uno Stato Membro prende in prestito denaro vendendo obbligazioni agli investitori. In cambio del prestito dell’investitore tutti gli Stati Membri dell’Eurozona garantiscono collettivamente il debito promettendo un tasso d’interesse fisso per un periodo specifico. L’introduzione degli Eurobonds crea condizioni di parità ovvero tutti i governi sono in grado di contrarre prestiti allo stesso tasso d’interesse.

Cosa dice il Libro Verde?

Il Libro verde sulla fattibilità dell’introduzione della stability bond (obbligazioni di stabilità) discute “sulla logica, sulle condizioni preliminari e le possibili opzioni per il finanziamento del debito pubblico attraverso le obbligazioni di stabilità”. L’emissione congiunta porterà una condivisione di flussi di ricavi e costi di servizio del debito da parte degli Stati membri, modificando la struttura del mercato delle obbligazioni sovrane dell’area dell’euro. Alle obbligazioni di stabilità si affiancherà un controllo più rigido e compresso del bilancio, ma contraendo i costi medi e marginali di finanziamento dei Paesi su cui gravano forti pressioni finanziarie. Grazie a questa emissione congiunta i governi attraverso nuovi strumenti potranno finanziare il loro debito assicurando possibilità di investimento sicure e liquide alle istituzioni finanziare e risparmiatori.

Eurobonds: tre approcci del Libro verde

La discussione affrontata nel Libro verde individua tre approcci su come emettere comuni obbligazioni di stabilità:

  1. il primo approccio prevede la completa sostituzione dell’emissioni di titoli nazionali alle obbligazioni di stabilità, con garanzie congiunte e maggiore stabilità però “abolendo ogni pressione sugli Stati membri da parte dei mercati e dei tassi di interesse, costituirebbe un rischio relativamente alto di azzardo morale”;
  2. il secondo approccio  prevede una sostituzione parziale dei debiti con garanzie congiunte, infatti gli Stati membri emetteranno solo una parte dei titoli nazionali ma la Commissione non specifica una quota di bisogno finanziario che assicura ai Paesi l’emissione di titoli di stabilità;
  3. anche il terzo approccio prevede una copertura parziale dei debiti ma senza responsabilità congiunta coprendo in parte le garanzie e esigenze di finanziamento degli Stati membri, però limita l’integrazione e il rischio di azzardo morale per lo svolgimento di politiche economiche e fiscali dei Paesi.

Perché ne stiamo parlando proprio ora?

Oggi, l’esplodere della crisi causata dalla pandemia da Coronavirus ha di nuovo portato in auge lo strumento dell’Eurobond o meglio “Coronabond”. Il dibattito relativo agli Eurobond non è poi così recente, infatti circa dieci anni fa se ne discusse quando la crisi dei debiti sovrani nell’eurozona pose a rischio la sopravvivenza dell’euro. Vista la situazione in cui oggi versa l’Europa, tale strumento è ritenuto adatto per fronteggiare la crisi derivante dalla situazione in atto.

Eurobonds: Eurogruppo del 9 aprile


Alla riunione dell’Eurogruppo del 9 Aprile 2020 le posizioni di Francia e Germania rimangono allineate per trovare l’intesa, mentre il Parlamento olandese ha approvato due risoluzioni che esortano il governo dell’Aja a non accettare gli Eurobond e a tenere il punto sulla condizionalità per l’utilizzo del Mes.  In pratica, fin ora il dibattito sugli Eurobond verte sulla questione della condivisione e riduzione dei rischi che vede riluttanti i paesi del Nord Europa.
Tuttavia, il 9 Aprile 2020, sul finire della riunione, l’Eurogruppo è riuscito a trovare un accordo sul Mes. Per le spese sanitarie il Mes fornirà ai paesi che lo richiedono assistenza finanziaria senza condizioni.

Italia: Eurobonds o Mes?

Nella diretta del 6 aprile scorso, il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte alla domanda di una giornalista: “Eurobond o Mes?” rispose: “Mes no, Eurobond sicuramente sì, il Mes è uno strumento assolutamente inadeguato, gli Eurobond sono invece la soluzione, una risposta seria, efficace ed adeguata”. Gli attuali fatti riguardanti il 9 aprile scorso, hanno visto affermare da parte di Vittorio Crimi (Capo politico di M5s): “Non è stato attivato nessun Mes”. Egli spiega, che l’Eurogruppo ha concordato un pacchetto di proposte da sottoporre al prossimo Consiglio, in questo pacchetto mancano gli Eurobond ma è prevista l’apertura di una linea di credito del Mes. Tuttavia, il Mes è una linea di credito a cui ogni paese può liberamente decidere se accedere o meno.

Camilla Bigozzi, Jennifer Lima, Sofia Gemmiti

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