26 Febbraio 2021: anniversario della firma del Trattato di Nizza

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Il 26 febbraio 2021 si è celebrato il ventesimo anniversario dalla firma del Trattato di Nizza, sottoscritto in Francia il 26 febbraio 2001 alla presenza dell’allora Presidente del Parlamento europeo, l’on. Nicole Fontaine. Dopo una lunga procedura di ratifica che coinvolse i Parlamenti nazionali, il testo entrò in vigore il 1° febbraio 2003.

Trattato di Nizza: una riforma necessaria


Il Trattato di Nizza venne adottato con lo scopo di riformare il quadro istituzionale europeo a fronte dell’adesione di nuovi Paesi membri e al progressivo allargamento dei componenti la realtà comunitaria.
La necessità di elaborare un nuovo trattato europeo nasce dal bisogno di risolvere alcune questioni che non avevano trovato delle concrete risposte con il trattato di Amsterdam del 1997 e, proprio in vista dell’inclusione nella realtà europea di nuovi Stati membri, richiedevano urgente discussione e soluzione.
Il 2002 era stato indicato come anno di conclusione di questo processo di integrazione, la risposta accorsa attraverso il Trattato di Nizza appare funzionale a questo obiettivo e a questa necessità comunitaria.
Ecco alcune delle più importanti modifiche introdotte attraverso il trattato di Nizza.

Modifiche concernenti le istituzioni

a) Il Parlamento europeo

In virtù della previsione di un’ Unione Europea composta da 27 membri, si optò per una nuova ripartizione dei seggi al Parlamento Europeo, portando il numero dei deputati da 100 a 732.
Così come il Consiglio, la Commissione e gli Stati membri, venne conferito anche al Parlamento il potere di procedere a ricorsi di annullamento nei confronti delle istituzioni. Inoltre, rileva anche l’ampliamento delle competenze e del campo di applicazione della codecisione. 

b) La Commissione

Con riguardo alla Commissione europea, il numero di commissari venne aumentato a 27 membri, uno per ciascuno Stato.
Si decise però di modificare la procedura di nomina, lasciando al Consiglio europeo il compito di nominare il Presidente, deliberando a maggioranza qualificata. Tra le varie novità si segnala anche il rafforzamento dei poteri di quest’ultimo,  al quale spetta la decisione in merito all’organizzazione interna della Commissione e la nomina di un numero non specificato di Vicepresidenti. 

Estensione del voto a maggioranza qualificata 

Con il Trattato di Nizza si è ampliato l’insieme delle tematiche che hanno richiesto l’adozione di decisioni a maggioranza qualificata. Le più importanti disposizioni riguardano, ad esempio, lo statuto dei partiti politici a livello europeo, la cooperazione giudiziaria civile, l’approvazione dei regolamenti di procedura della Corte di giustizia e del Tribunale di prima istanza, la politica industriale. 

La Convenzione sul futuro dell’Europa

Allegata al trattato di Nizza figura la dichiarazione n. 23 sulla base della quale il Consiglio avrebbe dovuto redigere una Convenzione per coinvolgere una pluralità di attori in una discussione sul futuro dell’Europa.
Si sarebbero trattate tematiche centrali quali la necessità di semplificare gli «strumenti dell’Unione, raggiungere una maggiore democrazia, agire in clima di trasparenza ed efficacia, ed elaborare una Costituzione per i cittadini europei». 
I lavori della Convenzione si sono articolati in diverse fasi e nel 2003 venne redatto e discusso un testo che sarebbe divenuto il progetto di trattato per l’adozione di una Costituzione europea. Tuttavia, i referendum nazionali di Francia e Belgio respinsero il trattato comportando la mancata conclusione della procedura di ratifica.

Nizza: una tappa importante per l’Europa

Il Consiglio ha voluto ricordare questa data storica, non solo per commemorare il processo di allargamento che in quell’occasione coinvolse 12 nuovi Stati membri, ma anche per menzionare sinteticamente i punti più importanti di questo momento fondamentale per la storia dell’Unione.
L’aumento dei Paesi membri dell’Unione, così come il peso politico di ciascuno Stato e una modifica dei processi decisionali sono sicuramente da annoverare come i punti chiave di questa riforma che ha voluto adattare la realtà europea ad una dinamica di crescita e di modernizzazione.

Stefania Baitella, Elisa Genero

Autore dell'articolo: LabEuropa

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