Piano d’azione su l’integrazione e l’inclusione!

Il modo di vivere europeo e un modo di vivere inclusivo. Integrazione e inclusione sono fondamentali per le persone che vengono in Europa, per le comunità locali, e per il benessere a lungo termine della nostra società e la stabilità della nostra economia. Se vogliamo aiutare la nostra società ed economia prosperare, dobbiamo sostenere tutti quelli che ne fanno parte. L’integrazione deve essere un diritto e un dovere per tutti. Per questo la Commissione ha presentato il nuovo Action Plan per l’integrazione e l’inclusione.

Le Sfide da affrontare

Oggi in Europa circa 34 milioni di abitanti sono nati fuori dall’UE ( 8% della popolazione Europea) e il 10% dei giovani (15-34 anni) hanno almeno un genitore straniero.  Essi sono risorse con ambizione e motivazione che spesso non sono in grado di mettere a frutto le loro capacità. Quasi il 40% dei lavoratori migranti sono sovraqualificati per il lavoro che fanno. Allo stesso tempo un quinto dei migranti ha solo un istruzione elementare ad ha bisogno di sostegno ulteriore. Le sfide persistenti sono nel campo dell’educazione, accesso ai servizi di base e nell’inclusione sociale. Il 22.9% dei migranti abbandona gli studi prima del diploma contro il 8,9% della popolazione locale. Il 38.5% dei migranti adulti ha un basso livello di educazione contro il 19,6% dei cittadini locali. Il confronto è impietoso anche in aree come occupazione dove le donne migranti sono la categoria più in sofferenza, rischio di povertà, sovracarico dei costi abbitativi e sovraaffollamento.

I mezzi a disposizione

Nel quadro finanziario pluriennale 2021-2027 la Commissione ha proposto di dedicare  il “Asylum and Migration Fund (AMF)” ad assistere con interventi su misura nelle prime fasi dell’integrazione. Nel frattempo l’integrazione e l’inclusione  dei migranti nel mercato del lavoro può essere finanziato dall “European Social Fund Plus (ESF+)”. Il “ European Regional Development Fund (ERDF)”  invece sostiene l’inclusione attraverso infrastrutture, attrezzature e accesso a servizi nell educazione, occupazione, politiche  abitative, sociali e cura dei bambini. Inoltre, in campo di integrazione, gli investimenti dei fondi soprannominati sono coadiuvati e lavorano in sinergia con altre organizzazioni e fondi  europei  come  Erasmus+, il “Recovery and Resilience Facility”, “InvestEU” e il “ European Agricultural Fund for Rural Development (EAFRD)”.

Integrazione di genere e priorità anti-discriminazione

Nella riunione del 15 marzo 2021 la commissione europea ha aggiornato il Consiglio dell’Unione Europea sullo stato di avanzamento del piano d’azione dell’UE contro il razzismo 2020-2025 che cerca di aiutare in particolare le donne e ragazze migranti che devono affrontare ostacoli aggiuntivi in quanto non solo migranti ma anche donne e per questo sono spesso il soggetto di spiacevoli stereotipi. Ad esempio nell’accesso ai servizi sanitari le donne migranti devono superare ostacoli amministrativi. Paure e incertezze legate alla durata della loro permanenza, mancanza di informazione e familiarità con il sistema sanitario. Difficoltà linguistiche, in quanto le donne tendono ad avere meno competenza linguistica, difficoltà culturali per via di reti sociali più deboli e maggiori responsabilità nella cura dei figli e della famiglia.

Endri Pasku

Autore dell'articolo: LabEuropa

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