L’Unione Europea rilancia i rapporti con la Turchia

Lo scorso 6 aprile l’attuale presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ed il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, si sono recati ad Ankara per rilanciare un dialogo con la Turchia. L’obiettivo è quello di ripristinare le relazioni con il presidente turco Recep Tayyip Erdoğan dopo le ultime strette del governo in campo di democrazia e diritti umani.

“Ci auguriamo che la Turchia colga questa finestra di opportunità” scrive Charles Michel sul proprio account twitter.

Le questioni aperte con la Turchia

L’incontro ha riguardato diverse aree strategiche su cui si necessita la cooperazione.
In primis, il tema dei rifugiati e della migrazione: la dichiarazione del 2016 Unione Europea – Turchia rimane valida e, finora, ha portato a ottimi risultati. Ci si auspica che l’accordo venga rinnovato.
Erdoğan ha richiesto ulteriori finanziamenti, nonostante i 6 miliardi impegnati dall’UE in questi anni, a fine di continuare a farsi carico dell’accoglienza di oltre 3 milioni di profughi di guerra.
Viste inoltre le scarse prospettive di un ritorno in patria dei rifugiati, Bruxelles sembra esser intenzionata a puntare sulla cooperazione con il Paese.Il rilancio di un’ “agenda positiva” tra UE e Turchia passerà anche da finanziamenti europei per i migranti, nuova politica sui visti ed agevolazioni economiche. I diritti umani, in ogni caso, non sono oggetto di negoziazione, come chiarito dai due vertici europei in conferenza stampa a margine dell’incontro.
La preoccupazione comune, infatti, non solo si sta avvertendo sempre più, ma è sempre più interconnessa ad un’ulteriore questione: quella riguardante la salute pubblica.

Lotta al cambiamento climatico, rapporti economici e mobilità

Ulteriore argomento trattato è stato la lotta al cambiamento climatico. La preoccupazione comune, infatti, non solo si sta avvertendo sempre più, ma è sempre più interconnessa ad un’ulteriore questione: quella riguardante la salute pubblica.
Si è altresì discusso su investire e rafforzare i legami economici. L’Unione Europea, infatti, essendo la principale partner di importazione ed esportazione della Turchia, è una delle prime fonti di investimento.
Ed infine si è ragionato sulla mobilità tra le persone: la partecipazione della Turchia ai programmi dell’UE come Erasmus+ e Horizon Europe si è dimostrata di vitale importanza in passato, la volontà è quella di continuare a collaborare per i prossimi anni così da poterne ricavare un vantaggio reciproco.


Relazioni con la Turchia: le preoccupazioni dei leader europei

La strategia uscita fuori dal vertice del Consiglio europeo della settimana scorsa è quella di un riavvicinamento alla Turchia che sia graduale, proporzionato e reversibile sulle questioni di comune interesse, specie sulla cooperazione doganale. Desta inoltre apprensione la recente decisione di Erdoğan di ritirare la Turchia dalla “Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica” del 2011.
Lo stesso Charles Michel in un tweet ha dichiarato che: “Stato di diritto e rispetto dei diritti fondamentali sono valori essenziali dell’UE. Ho condiviso con @RTErdogan le nostre profonde preoccupazioni sugli ultimi sviluppi in Turchia. Il ritiro della Turchia dalla Convenzione di Istanbul ha destato preoccupazione in Europa. Il dialogo rimane una parte essenziale della nostra relazione”.

“Ci si aspetta pertanto che la Turchia rispetti i suoi impegni e li mantenga” ha detto la presidente della Commissione Europea, la quale si è, anche lei, espressa in merito all’incontro di oggi su twitter: “Puntiamo a una partnership onesta. Una partnership tra UE e Turchia che ci consente di rafforzare ciò che ci unisce e affrontare ciò che ci divide.
La presidente della Commissione Europea ha inoltre richiamato Ankara ai suoi impegni internazionali, quale membro fondatore del Consiglio d’Europa, in materia di regole e standard internazionali sul rispetto dei diritti umani.
È ancora l’inizio della strada. Le settimane ei mesi a venire mostreranno fino a che punto possiamo andare su questa strada insieme.”

Micaela Culiersi, Federica Cardia, Luigi Placanica

Autore dell'articolo: LabEuropa

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