Ambiente & Energia

Energia: il nuovo piano strategico della Commissione Europea

La Commissione Europea ha elaborato un piano di dieci punti per ridurre la dipendenza dall’importazione di gas dalla Federazione Russa. In questa attività è stata coadiuvata dall’Agenzia Internazionale per l’Energia che ha proposto alcuni punti programmatici per facilitare l’Unione Europea a raggiungere una minore dipendenza energetica dalla Russia. A causa dell’intervento militare di Mosca ai danni dell’Ucraina, iniziato nella notte tra il 23 e 24 Febbraio, e a seguito delle sanzioni economiche adottate dall’Unione Europea, si è originata l’esigenza di quest’ultima a riaprire il dibattito inerente la dipendenza energetica dalla Russia. L’Unione Europea ha importato 155 miliardi di metri cubi di gas dalla Russia che equivalgono al 45% delle importazioni di gas nel 2021. Tale contesto ha esposto Bruxelles all’inflazione energetica scaturita dall’inasprimento dei rapporti con Mosca.

La dichiarazione di Frans Timmermans 

Il Vicepresidente della Commissione Europea Frans Timmermans ha dichiarato che «il carbone non è un tabù, mentre l’Unione Europea cerca l’uscita dal gas russo i paesi membri potrebbero rimanere più a lungo con il carbone prima di passare alle energie rinnovabili per evitare di fare affidamento sul gas (…) Le cose sono cambiate, voglio dire, la storia ha preso una svolta molto brusca una settimana fa e dobbiamo fare i conti con quel cambiamento storico». Mentre fino alla Conferenza delle Parti di Glasgow l’Unione Europea ha fermamente stabilito di perseguire una politica energetica di decarbonizzazione, che tenesse conto della tutela ambientale, la fase contingente ha imposto all’Unione Europea di rivedere temporaneamente la sua strategia energetica. Dalle parole di Timmermans emerge difatti l’invito ad utilizzare anche il carbone per rispondere meglio all’inflazione energetica e per diminuire la dipendenza energetica da Mosca ed aumentare la resilienza economica europea. 

Piano strategico per l’energia: il parere di Kadri Simson

Kadri Simson, Commissario europeo per l’Energia, sottolinea l’importanza per l’Unione Europea di diversificare gli attori da cui importare il suo fabbisogno energetico, aumentando gli impianti di rigassificazione o rendere più efficiente quelli già esistenti. La Russia si è mostrata un esportatore poco affidabile data la tendenza dell’ultimo periodo ad usare il gas naturale come un’arma geopolitica.

Proposte dell’Agenzia Internazionale per l’Energia

L’Agenzia Internazionale per l’Energia ha coadiuvato l’Unione Europea in questa fase proponendo dieci punti programmatici per migliorare la sua efficienza energetica e renderla meno dipendente dal  gas russo. Attraverso una serie di misure che l’Agenzia Internazionale per l’Energia propone, Bruxelles riuscirebbe, secondo le analisi, a diminuire le importazioni del gas russo per un valore pari a 50 miliardi di metri cubi, cioè circa un terzo delle importazioni da Mosca.

Tra le molteplici proposte elaborate l’Agenzia prevede:

  • Evitare di stipulare nuovi contratti con la Federazione Russa

Tale proposta potrebbe, nel breve periodo, districare l’Unione Europea dall’importazione del gas russo quantomeno per quanto riguardano i contratti a breve termine, mantenendo però i contratti a lungo termine. L’agenzia consiglia al contempo di migliorare le strutture di rigassificazione, presenti soprattutto in Spagna, per facilitare l’arrivo del gas naturale liquefatto;  

  • Diversificare le fonti di approvvigionamento.

 A riprova di quanto detto precedentemente, per diminuire la dipendenza da Mosca, l’Unione Europea dovrebbe aumentare l’importazione del gas da altri Stati produttori. L’agenzia, tra i tanti, cita direttamente la Norvegia, l’Azerbaigian e altri attori asiatici. Tale misura avrebbe come impatto quello di importare circa 30 miliardi di metri cubi da fonti non russe;

  • Introdurre obblighi minimi di stoccaggio del gas per rafforzare la resilienza del mercato europeo

Tale misura ridurrà l’esposizione dei paesi membri dell’Unione Europea alle oscillazioni dei prezzi del gas, in situazioni di crisi come quella attuale. L’Agenzia suggerisce di arrivare ad avere riserve piene al 90% delle loro capacità di stoccaggio entro il primo Ottobre per rispondere meglio al prossimo inverno;

  • Accelerare la diffusione di progetti eolici e solari.

Questo punto è tra l’altro in linea con le ambizioni europee per quanto riguardano le politiche energetiche ecosostenibili.

  • Massimizzare la produzione di energia da fonti esistenti a basse emissioni come la bioenergia ed il nucleare

Tale misura contrasta il processo di chiusura delle centrali nucleari in Germania, l’Agenzia al contrario sottolinea che temporaneamente mantenere aperte tali centrali potrebbe nel breve periodo aumentare la capacità di produzione energetica dell’Unione Europea alleviando i costi dell’inflazione energetica.

  • Accelerare i miglioramenti dell’efficienza energetica negli edifici e nel settore industriale.

In questo caso migliorare le infrastrutture porterebbe quest’ultime a disperdere meno calore consentendo parallelamente ai cittadini di ridurre l’utilizzo dell’energia elettrica che genererebbe così una diminuzione dell’onere fiscale energetico. 

Michele Rosito, Leonardo D’Angelo

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