POLICY

Economia circolare: l’Unione europea guarda all’ambiente e alla sostenibilità

pacchetto economia circolare

Economia circolare, ecoinnovazione e greening del semestre europeo. Questi, tra gli altri, i temi sul tavolo del Consiglio europeo dello scorso 5 marzo a Bruxelles, a cui hanno preso parte il commissario europeo per l’Ambiente Karmen Vella e il commissario europeo per l’Azione per il Clima e l’Energia Miguel Arias Cañete. All’ordine del giorno, il pacchetto presentato dalla Commissione europea il 16 gennaio sul Piano d’azione per l’economia circolare (sul quale gli eurodeputati voteranno la prossima settimana a Strasburgo nuove regole che incoraggiano il riciclo di rifiuti e il riutilizzo dei prodotti) che comprende la strategia europea sulla plastica nell’economia circolare e l’interazione tra la legislazione in materia di sostanze chimiche, prodotti e rifiuti. Il pacchetto, inoltre, comprende la strategia europea sulla plastica nell’economia circolare e l’interazione tra la legislazione in materia di sostanze chimiche, prodotti e rifiuti.

Sostenibilità e green public procurement: rilanciare un’economia sostenibile

Tra i punti discussi in Consiglio dai ministri dell’Ambiente, la necessità di migliorare il modo in cui viene usata e riciclata la plastica. Negli ultimi anni infatti, questioni come l’inquinamento marino e altre conseguenze negative strettamente legate all’uso della plastica rappresentano fonti di preoccupazione. I ministri hanno richiesto l’attuazione di provvedimenti effettivi, in particolare per aumentare il riciclaggio della plastica e per trovare delle soluzioni all’utilizzo diffuso delle plastiche monouso. Un accordo è stato raggiunto anche sul bisogno di agire per incentivare una maggiore consapevolezza di consumo, per informare al meglio i consumatori e per migliorare la qualità dei prodotti riciclati attraverso una definizione degli standard, oltre che per la realizzazione di un “green public procurement”, uno strumento strategico per il rilancio di un’economia sostenibile (basata su prodotti a  minor impatto possibile sull’ambiente).

Ecoinnovazione: per una transizione più veloce verso un’economia circolare

I ministri hanno affrontato anche il tema dell’ecoinnovazione, sul quale il Consiglio ha adottato una serie di conclusioni il 18 dicembre 2017, con l’obiettivo di permettere una transizione più veloce verso un’economia circolare, e sulla questione dell’inquinamento che rappresenta un problema non solo ambientale, ma anche socio-economico. L’accordo è su una sua possibile soluzione attraverso un approccio integrato su diversi livelli: da regole più rigorose all’incremento della consapevolezza dei cittadini, anche attraverso le azioni coordinate sui diversi livelli di amministrazione (locale, regionale, europeo ed internazionale) e dei settori privati.
In questo contesto, è stato rilevante il ventunesimo Foro sull’ecoinnovazione per la qualità dell’aria tenutosi a Sofia il 5 e il 6 febbraio. Il Foro ha delineato un quadro generale delle sfide che l’Europa dovrà affrontare per migliorare la qualità dell’aria, le cui fonti principali d’inquinamento sono state individuate nel trasporto, nella produzione d’energia e nei settori agricoli. Non meno inquinanti, inoltre, sono risultati gli impianti di riscaldamento alimentati con combustibile solido.

Greening the European Semester: politiche sostenibili per l’ambiente

Nell’incontro, infine, si è discusso delle novità riguardanti il Semestre europeo. Tra le altre, la misura “Greening the European Semester”, ovvero rendere le politiche più sostenibili anche dal punto di vista dell’impatto ambientale. Per realizzare ciò, alcuni ministri hanno sostenuto la necessità di incoraggiare il settore privato verso investimenti più rispettosi dell’ambiente e di ripensare anche i modelli di produzione e di consumo. E’ stata, poi, accolta con favore l’attenzione rivolta al tema dello sviluppo ambientale nell’analisi annuale della crescita. In particolare, i ministri hanno sottolineato come gli investimenti nel settore ambientale possano contribuire ad uno sviluppo sostenibile e a creare nuovi posti di lavoro, oltre ad aumentare l’efficienza delle risorse e a realizzare prodotti più sostenibili. Per raggiungere questi obiettivi, si è suggerito di incentivare gli investimenti nella produzione di biocarburanti e sostanze biochimiche e nelle infrastrutture per lo smaltimento dei rifiuti. L’obiettivo è ritagliare un ruolo maggiore alla politica ambientale sia nel settore dell’occupazione che in quello della crescita dell’Europa. Infine, è stata accolta la richiesta di integrare la sostenibilità ambientale nella governance delle finanze, con l’obiettivo di aprire l’Europa a maggiori opportunità di costruire un’economia circolare, più sostenibile e a basse emissioni di carbonio.

 

Alessandra Barnato, Milan Kovacevic, Silvia Luminati

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