Siria, Mogherini: “L’uso di armi chimiche è un crimine contro l’umanità”. Obiettivo è una risoluzione politica del conflitto

Mogherini Siria

“L’uso di armi chimiche o di sostanze chimiche come armi costituisce un crimine di guerra e un crimine contro l’umanità”. È quanto ha affermato l’Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Federica Mogherini, in una dichiarazione ufficiale su quanto è accaduto e sta succedendo in Siria. E sull’attacco congiunto di USA, Gran Bretagna e Francia, Mogherini ha sottolineato che l’Unione europea promuove la via negoziale per la risoluzione del conflitto.

Una soluzione politica e non militare

Dopo aver sollecitato, in particolare Russia e Iran, a “utilizzare la loro influenza per prevenire l’uso delle armi chimiche e a sostenere la partnership internazionale sull’utilizzo di queste”, l’Alto Rappresentante Mogherini ha aggiunto che per il conflitto siriano, non può esserci una soluzione militare, ma politica che passa dai negoziati di Ginevra guidati dalle Nazioni Unite. “Abbiamo l’obiettivo comune di prevenire qualsiasi escalation di violenza che possa trasformare la crisi siriana in un confronto regionale più ampio con conseguenze incalcolabili per il Medio Oriente e per il mondo intero”, prosegue la responsabile della politica estera europea, che a nome dell’UE “invita tutte le parti del conflitto, soprattutto il regime e i suoi alleati, ad attuare immediatamente il cessate il fuoco e a garantire l’accesso umanitario e le evacuazioni sanitarie.

Mogherini: dare spinta al processo politico a guida ONU

In attesa della Conferenza sul futuro della Siria a Bruxelles la prossima settimana, Federica Mogherini ha affrontato il discorso sulla questione siriana il 15 aprile, in occasione del 29° Summit della Lega degli Stati arabi a Dharan, alla presenza dell’inviato speciale dell’ONU Staffan de Mistura e altri influenti interlocutori UE nella regione, come il principe saudita Mohammed bin Salman, il re di Giordania Abdullah II e il presidente egiziano Abdel Fattah al Sis,  ribadendo che in questo momento “c’è bisogno di dare una spinta al rilancio del processo politico guidato dall’ONU”, facendo pressione sul regime siriano affinché proceda alla negoziazione del conflitto.

La tensione rimane alta

Dopo il lancio del raid da parte di Usa, Francia e Gran Bretagna, la tensione internazionale rimane altissima. Gli Stati Uniti annunciano nuove sanzioni contro la Russia come conseguenza dell’attacco chimico ai danni della periferia di Damasco, condotto dal regime siriano di Bashar al-Assad, alleato del Presidente russo Vladimir Putin. Operazione militare quella delle potenze occidentali che si è svolta “in modo legittimo nel quadro multilaterale”, ha fatto presente il presidente francese Emmanuel Macron, che ha fatto eco alle dichiarazioni di Trump che ha esortato una “maggiore responsabilità sia militare che finanziaria” da parte degli alleati “per mettere in sicurezza la regione”. Infine, anche il Vaticano ha mostrato tutte le proprie preoccupazioni su quello che sta succedendo in Siria con l’invito del Papa ai fedeli di pregare affinché prevalgano giustizia e pace.

 

Ilenia Abbondanza, Giulia Solferino 

Autore dell'articolo: LabEuropa

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