Migranti: il Parlamento europeo approva una risoluzione per garantire i diritti e rafforzare le tutele dei minori

minori non accompagnati ue

Il Parlamento europeo ha adottato una risoluzione con cui vengono ribadite le azioni necessarie per garantire l’effettiva tutela dei diritti nei confronti dei minori coinvolti nei processi migratori. Tra i punti più rilevanti, l’invito rivolto agli Stati membri affinché garantiscano l’accesso ad alloggi dignitosi, alle cure sanitarie e all’istruzione e una maggiore protezione dei minori non accompagnati, ospitati in strutture separate dagli adulti al fine di evitare rischi di violenza e abusi sessuali. Inoltre, ritiene importante garantire che i minori non siano detenuti a fini di immigrazione e invita, pertanto, la Commissione a promuovere azioni adeguate nei confronti degli Stati membri ritenuti responsabili di una detenzione prolungata e sistematica di bambini e famiglie immigrate.
Queste condizioni dovrebbero essere garantite nell’ambito di un sistema di identificazione e di registrazione basato sul migliore interesse del minore, velocizzando le procedure di nomina dei tutori per i minori non accompagnati e avviando una cooperazione transfrontaliera per identificare i minori vittime di tratta e di abusi.

Minori migranti in Europa

In base ai dati dell’ottobre 2017, sarebbero più di 16,500 i minori arrivati in Grecia, Italia, Bulgaria e Spagna e tra questi circa il 72% registrati come minori non accompagnati. In totale, ci sono circa 5,4 milioni di bambini migranti che vivono in Europa. E secondo gli ultimi dati Eurostat, i minori non accompagnati registrati in Ue tra i richiedenti asilo sono in totale 31.400. In Italia, il numero delle richieste dei minori non accompagnati è salito del 66% rispetto al 2016 (400 mila in più), ovvero il 32% del totale dei richiedenti asilo nell’Unione europea.
Nella risoluzione approvata, il Parlamento europeo sottolinea le condizioni che mettono a rischio la tutela dei diritti dei minori: lunghe procedure di ricongiungimento familiare che si traducono in una fuga dei minori per via della paura di essere detenuti, rispediti o trasferiti, con conseguente rischio di traffico, violenza e sfruttamento; la mancanza di servizi e attività di protezione dei minori per i bambini nei luoghi di accoglienza; le difficoltà nell’individuare e sostenere le ragazze vittime della tratta e dello sfruttamento sessuale; l’integrazione dei bambini richiedenti asilo nelle scuole a velocità diverse.

Garantire integrazione, crescita e sviluppo

I bambini, spesso anche soli, giungono sul continente europeo dopo aver intrapreso viaggi lunghi e pericolosi e questo al solo fine di poter fuggire da condizioni di guerra e povertà. Viaggi che sottopongono questi soggetti a delle forti pressioni psicologiche e difficoltà fisiche. Per questo motivo è necessario che gli Stati assicurino l’effettiva tutela dei diritti. L’obiettivo è evitare che i minori, riconosciuti come soggetti ‘vulnerabili’, siano sottoposti ad ulteriori criticità e situazioni pericolose una volta giunti in Europa, garantendo loro una più facile integrazione e condizioni di sicurezza in un contesto che ne possa permettere la crescita e lo sviluppo al pari di tutti gli altri.

 

Alice Galasso

Autore dell'articolo: LabEuropa

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