Se salvare vite umane (non) è un crimine..
“Sauver n’est pas un crime” (Salvare non è un crimine). È l’appello con cui sui social networks si sono fatti sentire i volontari dell’Associazione Rainbow4Africa, che prestano servizio nel presidio sanitario di Bardonecchia dove soccorrono i migranti che cercano di attraversare il confine. Salvare vite umane non è un crimine. E lo sa bene Benoît Ducos, guida alpina francese, che il 10 marzo scorso, nel prestare soccorso a Marcel, una giovane donna nigeriana incinta e in gravi condizioni fisiche (che stava tentando di oltrepassare il confine di Monginevro assieme ad altri cinque migranti) è stato trattenuto dalla gendarmeria francese a pochi chilometri da Briançon per un controllo doganale e in seguito accusato di favoreggiamento all’immigrazione clandestina (e cinque anni di carcere). Ducos è stato comunque in grado di accompagnare Marcel in ospedale dove ha dato alla luce il piccolo Daniel.
“Le autorità francesi sembrano aver dimenticato l’umanità”. Ed è con queste parole che Paolo Narcisi, presidente di Rainbow4Africa, ha commentato il comportamento della gendarmeria francese nei confronti dei migranti che cercano di superare il confine italiano e raggiungere la Francia. Non solo Marcel, ma anche un’altra giovane donna nigeriana, incinta e in gravi condizioni di salute, respinta alla frontiera dalle autorità francesi, a cui i volontari di Rainbow4Africa hanno prestato soccorso per poi essere trasportata d’urgenza all’ospedale Sant’Anna di Torino e non farcela dopo il parto.
Restiamo umani
Ancor più intollerabile appare il comportamento della gendarmerie francese agli occhi dell’Europa e degli europei.
Il vertice di Malta del gennaio 2017 ha stabilito, infatti, di salvare più vite possibili nel mediterraneo e i 28 leader europei si erano mostrati disponibili a trovare una soluzione per ridurre i flussi migratori provenienti dall’Africa settentrionale. “Considerato l’alto numero di vite perdute lungo le rotte migratorie del Mediterraneo centrale la questione della gestione dei flussi e del salvataggio delle vite si presenta come priorità assoluta per l’Unione Europea”, aveva sottolineato la Commissione europea tra le sue priorità, mettendo sul tavolo una serie di misure supplementari per rafforzare il lavoro lungo la rotta migratoria del Mediterraneo centrale.
A questo scopo, dal vertice di Malta i 28 avevano dato il via libera al programma di circa 200 milioni di euro per bloccare l’arrivo di migranti dal Nord Africa verso l’Italia attraverso la creazione della cosiddetta ‘linea di protezione’, ovvero un incremento della sorveglianza delle frontiere e il sostegno di programmi di rimpatrio volontario nei Paesi di origine. Programma che, tra le altre cose, prevede una stretta collaborazione con i partner nordafricani e con organizzazioni internazionali come l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR) e l’Organizzazione internazionale per le migrazioni (OIM).
Fabrizio Caputo, Gabriella Zampelli, Alvi Musaraj, Antonio de Jesus Francisco Agostinho
Complimenti, una tema attuale da prendere come esempio per chi cerca di approfittare politicamente sulle disgrazie della povera gente !