Ostacoli agli scambi: via 45 barriere, la risposta dell’Ue al protezionismo

relazione commercio ue

Il 26 giugno la Commissione ha pubblicato la Relazione annuale sulle barriere agli scambi e agli investimenti: 45 le barriere rimosse in 13 settori chiave del commercio comunitario dalla Commissione Juncker nel 2017, un ostacolo con cui gli imprenditori europei erano costretti a confrontarsi nello svolgimento delle proprie attività all’estero. La commissaria europea per il commercio, Cecilia Malmström, ha ricordato come i mercati “funzionino meglio quando sono aperti”, ma ha anche precisato che di fronte alla chiusura dei partner commerciali, “l’Unione europea non accetterà più che le proprie compagnie cadano preda delle barriere di mercato”. Il mercato europeo rimane comunque un mercato che attrae molti investitori esteri, favorendone l’apertura a nuovi e garantendo milioni di posti di lavoro.

Rimozione delle barriere: ottimi risultati ma si può fare di più

La relazione sottolinea che, attraverso la strategia rafforzata di accesso al mercato dell’Unione, sono state eliminate 45 barriere che riguardavano 13 settori chiave del commercio comunitario, tra cui l’industria automobilistica, l’elettronica, l’industria farmaceutica, oltre che quella tessile, l’industria agro-alimentare, delle foreste e della carta. La relazione mostra anche un’analisi sul potenziale effetto di questa rimozione per le imprese europee evidenziando un incremento medio degli scambi del 56% per un valore che si aggira intorno ai 4,8 miliardi di euro (dalle esportazioni aggiuntive che si realizzerebbero).

Protezionismo: al primo posto la Cina, seguita da molte economie del G20

La relazione riporta, inoltre, le perplessità degli esportatori europei, comunque preoccupati dal forte aumento del protezionismo nel 2017. Il rapporto sottolinea infatti la registrazione di altre 67 barriere che, aggiungendosi a quelle già esistenti, totalizzano un numero pari a 396 barriere commerciali in tutto il mondo. La Cina ha registrato il più grande aumento di barriere nel 2017, seguita da Russia, Sudafrica, India e Turchia, senza dimenticare che i nove Paesi che ad oggi presentano il maggior numero di barriere commerciali in attivo sono tutte economie del G20. Una tendenza, quella al protezionismo, che si riflette anche nei Paesi del Mediterraneo, dove il numero di ostacoli alle imprese ha subito un aumento. Rimane il nodo Russia che con 36 ostacoli è uno dei Paesi ad aver imposto le maggiori barriere.

 

Anne Sofie Pirazzi, Andrea Sorrentino 

Autore dell'articolo: LabEuropa

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