Spitzenkandidaten: chi sono i candidati alla Commissione?

Firenze, dal 2 al 4 maggio, è stata centro della politica europea. Ha infatti ospitato lo State of the Union , il festival sullo stato dell’Unione che ha visto, tra le diverse iniziative, il dibattito tra gli Spitzenkandidaten, i candidati scelti dai partiti europei per la presidenza della Commissione.

I volti dei candidati

I candidati “ufficiali”, che si sono seduti al tavolo del dibattito, sono quattro. Il quinto non ha ancora  un volto. “ Convitato di pietra”, “ volto invisibile”, “ spettro d’Europa”: sono tanti i modi in cui è stato chiamato. Il rappresentante senza volto appartiene alla categoria dei sovranisti, che non hanno una storia unitaria, non hanno una famiglia politica e non hanno un programma univoco ma avranno voti alle urne. 

Manfred Weber

Manfred Weber, tedesco classe ‘72, una laurea in ingegneria, parlamentare europeo per la Baviera con la CSU dal 2004 : è il volto del  PPE, successore di Jean Claude Juncker, nonché il favorito alla corsa e il più propenso alle alleanze.
A Firenze infatti ha ribadito di non volere alcuna divisione: “Anche se ci saranno governi populisti – ha detto – non accetterò che alcuni membri del consiglio blocchino le future iniziative”. Si dice contrario alla Brexit e nostalgico dell’ epoca pacifista e liberale dell’Europa che lui stesso ha vissuto.

Frans Timmermans

L’olandese Frans Timmermans è il volto dei Socialisti europei. Nato a Maastricht nel 1961 è laureato in Lingua e letteratura francese. Attualmente è vicepresidente della Commissione europea e Commissario europeo per la migliore legislazione, le relazioni interistituzionali, lo stato di diritto e la carta dei diritti fondamentali. A Firenze il suo slogan è stato: “Senza Italia l’Unione europea non funziona, e ora l’Italia è assente”. Il suo avversario numero uno è l’attuale Primo Ministro ungherese Victor Orban. La sua idea è quella di un’ Europa libera, caratterizzata da un’ economia sostenibile e da sistemi di richiesta d’asilo equi e solidi, affinché l’Europa rappresenti per molti un porto sicuro.

Guy Verhosftadt

L’ALDE (L’Alleanza dei liberali e dei democratici per l’Europa) ha deciso di nominare non uno ma un team di sette candidati. I più noti sono:  Guy Verhofstadt, Emma Bonino e Margrethe Vestage. A Fiesole c’era l’ex Primo ministro belga Guy Verhofstadt,  che ha ripetuto la sua linea di sempre: “sono contrario a un’Europa a più velocità, dobbiamo avere un cerchio in cui tutti partecipino a medio e lungo termine e poi un cerchio più esterno con Paesi legati all’ Ue”. Come Weber si dice contrario alla Brexit e denuncia la mancanza di una vera politica europea.

Ska Keller

Per i Verdi gli Spitzenkandidaten sono: la tedesca Ska Keller e l’olandese Bas Eickhout. Laureata in islamologia, turcologia e giudaistica, Franziska “Ska” Keller è stata l’unica donna presente al dibattito. Nonostante la giovane età (38 anni),  è parlamentare europea dal 2009 e  già candidata dei Verdi alla presidenza della Commissione europea nel 2014. Conduce una campagna elettorale spietata : “Non vorrei che i miei dati personali finissero alle autorità ungheresi”, così infatti ha esordito durante il dibattito. Ritiene queste elezioni di particolare importanza poiché decideranno il futuro dell’Europa. Il suo obiettivo è quello di riaccendere i valori originali dell’UE, a partire dai diritti umani, e di abbattere i muri che alcuni suoi avversari invece vorrebbero costruire.

Chi sarà il Presidente della Commissione?

I leader europei il 9 maggio a Sibiu, in occasione della riunione informale del Consiglio in vista delle elezioni europee, hanno iniziato le trattative per scegliere il nuovo Presidente della Commissione. Non sembrano orientati a tenere conto dei candidati ufficiali, ai quali preferirebbero Michel Barnier, il negoziatore della Brexit. Troppo presto per dire se sarà lui il nuovo Presidente della Commissione, ma è certo che questa volta gli stati membri rivendicano un ruolo attivo nella sua scelta.
                                                                                               

Chiara Bottoni, Miriam Mangano, Laura Salvago de Gennaro.

Autore dell'articolo: LabEuropa

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