Covid-19: le risposte del Consiglio europeo

Quando si verificano situazioni di crisi all’interno o all’esterno dell’UE – che si tratti di disastri transettoriali o naturali – la presidenza del Consiglio dell’UE o uno Stato membro che invoca la clausola di solidarietà (articolo 222 del TFUE) hanno la possibilità di attivare il dispositivo IPCR (Integrated Political Crisis Response) allo scopo di coordinare la risposta politica a una crisi riunendo Commissione, Servizio Europeo per l’Azione Esterna, le agenzie dell’Unione e gli Stati membri interessati. In questo modo, i dispositivi integrati per la risposta politica alle crisi (IPCR) forniscono strumenti concreti in risposta alla crisi:

  • costituzione di un punto di contatto 24 ore su 24, 7 giorni su 7 tra gli attori chiave del sistema,
  • redazione di rapporti analitici sul quadro della situazione
  • sito web dedicato per lo scambio e la raccolta di informazioni.
  • elaborazione di misure coordinate e concrete da sottoporre alla decisione di uno o dell’altro Consiglio.

Il Consiglio riunito in videoconferenza

Vista la necessità che gli Stati membri adottino misure coordinate e coerenti senza compromettere gli sforzi comuni per combattere l’insorgere del virus, il Consiglio europeo si è riunito il 10 marzo in videoconferenza, insieme alla Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, alla Presidente della Banca Centrale Europea Christine Lagarde e all’Alto Rappresentante per la politica estera Josep Borrell.
La Commissione ha ricevuto un mandato per intensificare la risposta all’emergenza Covid-19 sulla base di quattro priorità: limitare la diffusione del virus, assicurare la fornitura di attrezzature mediche, promuovere la ricerca scientifica anche per un vaccino e affrontare le conseguenze socioeconomiche della crisi. La Presidente von der Leyen ha dichiarato che la Commissione coordinerà le misure necessarie tramite una conferenza telefonica giornaliera con i Ministri della Sanità e i Ministri degli Affari Interni, oltre a riunire un team di epidemiologi e virologi di diversi Stati membri. Per quanto riguarda la ricerca su vaccini, diagnosi e trattamento dei contagiati, l’UE provvederà destinando 140 milioni di euro di finanziamenti pubblici e privati e presentando una proposta di finanziamento, il “Corona Response Investment Initiative”, affidata ad una task force che garantirà la distribuzione delle risorse nelle prossime settimane.

Il funzionamento del “Corona Response Investment Initiative”

La Commissione si avvarrà della piena flessibilità del Patto di Stabilità e Crescita, proponendo tra le altre cose di rinunciare quest’anno al suo obbligo di chiedere il rimborso di prefinanziamenti non spesi attualmente detenuti dagli Stati. L’investimento sarà considerevole e raggiungerà velocemente i 25 miliardi di euro che gli Stati membri utilizzeranno a vantaggio dei settori sanitari ed economici colpiti dalla crisi.
Un annuncio molto apprezzato dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte che in un tweet ha confermato “l’ampio sostegno” dell’Ue “per le misure adottate dall’Italia per l’emergenza #coronavirus”, aggiungendo “dobbiamo procedere con il massimo coordinamento. L’Europa adotti tutti gli strumenti necessari per proteggere la salute dei suoi cittadini e ridare respiro all’economia”
Conte e la presidente von der Leyen hanno concordato sull’importanza della condivisione di informazioni relative alla diffusione del virus e delle misure adottate e sulla necessità di istituire un team di scienziati a livello europeo al fine di coordinare gli sforzi e armonizzare gli interventi,  rafforzare la ricerca e la distribuzione di attrezzature mediche e prodotti farmaceutici. Si richiede, inoltre, che qualsiasi misura restrittiva da parte degli Stati membri sia discussa per la prima volta a livello europeo, in modo che gli approvvigionamenti vitali vadano dove sono maggiormente necessari, il mercato interno funzioni correttamente e qualsiasi ostacolo ingiustificato venga evitato.

Il messaggio agli italiani

“Cara Italia, cari italiani, non siete soli”. Così la Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen si è espressa in un video messaggio di solidarietà ai cittadini italiani nella sera dell’11 marzo. “L’Italia è parte dell’Europa e l’Europa soffre con l’Italia.

In questo momento, in Europa siamo tutti italiani”. Prosegue in inglese assicurando lo sforzo che la Commissione sta compiendo per mantenersi in continuo contatto con il Presidente del Consiglio Conte. Annuncia l’intenzione della Commissione di collaborare in primis con le industrie farmaceutiche, al fine di garantire che medici e infermieri dispongano delle attrezzature di protezione di cui hanno bisogno e che i pazienti abbiano le cure necessarie. “Ma anche l’economia ha bisogno di aiuto”: piccole e medie imprese, alberghi, servizi di trasporto e settori economici più vulnerabili alla crisi hanno bisogno di più flessibilità e più liquidità. Concludendo il messaggio nuovamente in italiano, la presidente si rivolge direttamente ai cittadini: “l’Europa è una grande famiglia, la vostra famiglia: non vi lascerà soli”.

Autore dell'articolo: LabEuropa

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