Macron: “Se l’Europa può morire è nel non agire”

Dopo le parole del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e quelle espresse dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte durante il Consiglio Europeo diviso sulle misure da adottare per fronteggiare la crisi sanitaria, L’Italia trova un alleato contro “un’Europa egoista e divisa” nel Presidente francese Emmanuel Macron.
Durante una lunga intervista rilasciata ai giornalisti di Repubblica, Corriere della Sera e Stampa il Presidente della Repubblica francese Emmanuel Macron ha affermato che il suo Paese è “al fianco dell’Italia”

Eurobond e rischio di implosione dell’eurozona

Il Presidente francese riprende il concetto cardine contenuto nella lettera inviata al Presidente del Consiglio Europeo Charles Michel da parte della Francia, dell’Italia, della Spagna e di altri 6 capi di stato (Belgio, Grecia, Irlanda, Lussemburgo, Portogallo, Slovenia e Spagna), dove si afferma la necessità di una forte solidarietà europea sia a livello sanitario che di bilancio.
Macron afferma la necessità di nuovi strumenti economici e di una apertura ad essi da parte dei paesi dell’Unione Europea. Nel Consiglio dei Capi di Stato tenutosi giovedì 26 Marzo sono stati proposti due possibili scenari: quello di una capacità di indebitamento comune e quello di un aumento del bilancio dell’Unione Europea.
Dieci paesi dell’eurozona, rappresentanti il 60% del PIL europeo, hanno sostenuto tale idea trovando però le reticenze soprattutto di Germania, Olanda e Austria.
Macron si dice favorevole al rinvio delle decisioni data l’importanza di un intervento congiunto e condiviso da parte di tutti i paesi dell’Unione Europea affermando comunque che “Se l’Europa può morire è nel non agire”.

Il tempo delle decisioni

Il Presidente Macron afferma di non voler focalizzarsi su date e cifre, sostenendo la linea del whatever it takes affermata da Mario Draghi nel 2012 e pertanto della necessità di un’azione determinata e illimitata.
Afferma inoltre che l’Europa ha già preso decisioni molto forti sia sul piano monetario con la decisione della Banca Centrale Europea (BCE) di un piano di sostegno massiccio alle economie dell’area euro, sia sul piano di bilancio attraverso l’iniziativa di ciascun Paese ad adottare le misure necessarie per far fronte alla crisi. Tuttavia, fa notare Macron, quello che manca al momento è un segnale chiaro di un’azione coordinata e solidale.

La raccomandazione di Mario Draghi ai paesi europei

Il Presidente francese si dice pienamente d’accordo su quanto affermato dall’ex presidente della BCE Draghi, affermando che i governi nazionali devono poter agire senza limiti e che la solidarietà europea deve fare la propria parte. Proprio su questo punto ribadisce la sua linea comune con il presidente del Consiglio italiano Conte su una volontà di agire comune e tempestiva.
Macron ribadisce la propria approvazione e il sostegno all’operato della Presidente della BCE ed evidenzia l’importanza e il coraggio degli annunci del 19 Marzo. Afferma inoltre, l’importanza per l’Europa di avere istituzioni forti e strumenti per agire, soprattutto nell’ottica del dopo crisi.

L’Italia non è stata abbandonata

Il Presidente francese ammette l’incapacità dell’Europa nell’affrontare le crisi precedenti e ne attribuisce in parte, la responsabilità anche all’operato della Francia.
Tuttavia, sottolinea la vicinanza del suo paese al nostro ribadita sin dai primi momenti della crisi con l’incontro avvenuto a Napoli il 27 febbraio con il premier Conte e la successiva disposizione per creare posti letto nel sud della Francia e l’invio di materiale sanitario.
Per quanto riguarda l’operato dell’Europa, Macron afferma che essa ha reagito, nel suo insieme, prima e in modo più deciso rispetto alle crisi del passato.

Gli aiuti di Cina, Russia e Cuba

In merito alla questione degli aiuti provenienti dai regimi autoritari il Presidente Macron ha manifestato il suo disappunto per quanto riguarda la mancata divulgazione degli aiuti provenienti da Francia e Germania con l’invio di due milioni di mascherine e migliaia di camici.
Ha ricordato, inoltre, la creazione di bandi europei per l’acquisto congiunto di mascherine e respiratori affermando che probabilmente tali misure non saranno sufficienti, ma non bisogna lasciarsi “intossicare” da ciò che viene raccontato dai nostri partner e concorrenti internazionali.
Il Presidente francese infine, afferma la forza dell’Unione Europea e pertanto sostiene l’importanza di una solidarietà di bilancio nella gestione della crisi e delle sue conseguenze, manifestando la sua preoccupazione per quella che lui definisce malattia del “ciascuno per sé”.

Possibilità di uno spazio europeo senza frontiere

Macron sottolinea come le frontiere tra Francia e Italia siano rimaste aperte visto che la vita professionale ed economica tra i due paesi è fortemente integrata.
Afferma inoltre, la necessità di fermare la diffusione del virus “facendolo da europei” ovvero coordinando le misure sanitarie, chiudendo le frontiere esterne ma mantenendo le frontiere interne aperte per i lavoratori e i beni essenziali. Vi è bisogno di una prova oggi di solidarietà finanziaria e domani, la riduzione della dipendenza dell’Europa nei settori produttivi strategici, come quello sanitario per le medicine e le attrezzature mediche.

Federica Montesion, Simone Mazzoccola

Autore dell'articolo: LabEuropa

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