Next Generation EU: lunga vita all’Europa

“L’Europa è una storia di generazioni e ogni generazione di europei ha la propria storia.”

È così che la Presidentessa della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, dà inizio al suo discorso volto a promuovere Next Generation, il nuovo programma di ripresa economica. Le lunghe discussioni, inizialmente, sembravano vedere lontano un accordo tra i vari paesi membri. Eppure, il nuovo piano di ripresa europea è l’emblema di una più che significativa cooperazione fra Stati. Questi ultimi sono, dunque, determinati a porre rimedio ad una crisi economica e sociale che non ha mai avuto precedenti. Con l’apparente rallentamento dei contagi, si è, infatti, accesa una nuova speranza. Le istituzioni europee, con la fondamentale collaborazione dei governi nazionali, sono determinate a ripartire, garantendo un forte sostegno a chi ha vissuto tale esperienza e a chi erediterà i frutti di un lavoro che ha richiesto l’impegno di tutti.

La von der Leyen, nel suo discorso, ha enfatizzato l’importanza che il nostro operato ha nei confronti delle generazioni future e, pertanto, il piano ideato dalla Commissione europea ha preso il nome di Next Generation EU.

Next Generation Eu

Il virus che ha colpito la popolazione mondiale ha costretto alcuni paesi a bloccare intere attività lavorative, generando un massiccio calo del PIL ed una disoccupazione, purtroppo, inevitabile. Nonostante si aspiri ad una leggera ripresa già nel 2021, l’Unione Europea è pienamente cosciente che, al momento, i lavoratori poco qualificati e i giovani saranno i primi a dover subire le conseguenze del Covid-19. La Commissione ha, dunque, pensato ad un uso intelligente del bilancio europeo, capace di garantire coesione, convergenza e solidarietà. Lo strumento raccoglie il consenso della maggior parte dei paesi membri e può essere utilizzato sotto forma di investimenti in grado di garantire un cospicuo aiuto a chi ne ha bisogno. Next Generation EU reperirà fondi che verranno emessi grazie alla capacità della Commissione di contrarre prestiti sui mercati finanziari, per un ammontare pari a 750 miliardi di euro. Questa somma verrà utilizzata per una serie di misure che dovranno essere applicate in un periodo di tempo che andrà dal 2021 al 2024. Lo scopo è quello di fornire un aiuto agli Stati membri, cercando di limitare il peso eccessivo della crisi sui budget nazionali. Il rimborso verrà effettuato tra il 2028 e il 2058, nel momento in cui i singoli bilanci avranno beneficiato degli strumenti attivati.

Come Funziona?

I fondi che verranno raccolti grazie a questa iniziativa, verranno impiegati in tre pilastri fondamentali per la crescita e la ripresa:

  • Il primo pilastro è quello che si occuperà di supportare la ripresa degli Stati membri. I diversi strumenti previsti permetteranno di sostenere gli investimenti pubblici, laddove la crisi ha colpito maggiormente. Il Recovery and Resilience Facility, assieme ad una politica di coesione (REACT-EU) e ad un meccanismo di giusta transizione garantiranno agli Stati membri la possibilità di usufruire dei fondi reperiti, in base alla propria situazione socioeconomica e al piano per la ripresa e la resilienza elaborato a livello nazionale. Tra questi investimenti, è compreso anche il Fondo Europeo Agricolo per lo sviluppo rurale;
  • Il secondo pilastro si occuperà, al contrario, di rilanciare l’economia. Verrà fornita assistenza all’investimento privato grazie ad uno strumento di solvibilità. Esso sarà in grado di mobilitare risorse private al fine di aiutare le imprese europee all’interno dei paesi membri più colpiti. Alcuni investimenti privati verranno utilizzati per finanziare progetti all’interno dell’Unione grazie al potenziamento di InvestEU. Altri ancora, definiti strategici, punteranno al miglioramento dei settori connessi alla transizione digitale e verde;
  • Il terzo e ultimo pilastro è, sicuramente, il più significativo. Esso si erge dalle fondamenta di un settore messo a dura prova durante questo periodo di crisi. L’obiettivo è quello di trarre insegnamento da esso per potenziare la sicurezza sanitaria (Eu4Health), il sistema di protezione civile (RescEU), le attività di ricerca e di assistenza sanitaria.

Altri obiettivi del programma Next Generation

Una simile iniziativa è stata proposta per permettere agli Stati membri di uscire da un momento di impasse e ricostruire, volta per volta, la normalità a cui siamo abituati. È necessario, tuttavia, intervenire per creare una nuova normalità, che prenda esempio dal passato per dar vita ad un futuro capace di gestire le crisi. L’attenzione nei confronti dell’avvenire anima lo spirito dello strumento Next Generation EU che sarà utile al finanziamento di ulteriori programmi:

  • Un Green Deal europeo, per una transizione che sia in linea con le necessità ambientali,
  • Un mercato unico rafforzato, che sappia sfruttare le tecnologie fornite dall’era digitale;
  • Un aiuto equo ed inclusivo nei confronti di tutti i cittadini europei. 

L’importanza della collaborazione

La solidarietà ritrovata non è solo espressione del lavoro incessante delle istituzioni europee, ma anche dei parlamenti e dei governi nazionali che si sono adoperati al fine di trovare una soluzione comune. David Sassoli, in una conferenza stampa, ha posto l’accento sull’importanza che il Parlamento Europeo ha nel permettere alla voce della società di essere ascoltata, in quanto anima della stessa comunità. L’integrazione scaturita dall’istituzione dell’Unione Europea deve continuare ad essere una garanzia ed un porto sicuro non solo per i cittadini oggi, ma anche per le generazioni future. Lunga vita all’Europa!

Paola Bencivenga

Autore dell'articolo: LabEuropa

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