Etichette alimentari: la pasta non sara più quella di una volta

I mesi dell’emergenza sanitaria non hanno fermato l’attività delle istituzioni europee. Bruxelles ha approvato una normativa che colpisce in pieno l’industria alimentare. La Commissione Europea ha modificato il Regolamento che facilita  l’informazione  al consumatore con il fine di garantire la sicurezza alimentare.  La norma è entrata in vigore dal 1° aprile 2020. Quali  saranno i nuovi obblighi per le aziende alimentari ?

Etichette alimentari: maggiore trasparenza?

Già dal 2011, era obbligatorio indicare l’origine degli alimenti. La novità introdotta dal Regolamento UE 775/2018 è che ora, tutte le aziende alimentari dovranno informare i consumatori quanto all’origine dell’ingrediente primario. Per ingrediente primario, come spiega la normativa europea, si intende “l’ingrediente, o gli ingredienti, di un alimento che rappresentano più del 50% di tale alimento o che sono associati abitualmente alla denominazione di tale alimento dal consumatore e per i quali nella maggior parte dei casi è richiesta un’indicazione quantitativa”. Queste informazioni devono essere chiaramente leggibili e qualsiasi consumatore deve poterle comprendere. Tali dati dovrebbero anche includere il Paese d’origine dell’ingrediente primario e il paese d’origine dell’alimento.

Quali saranno i cambiamenti sulle etichette?

La nuova etichettatura comunitaria non si applicherà a ogni prodotto (come avviene oggi per la pasta), ma solo quando la provenienza potrebbe trarre in inganno il consumatore, ad esempio quando c’è il rischio che il consumatore si possa confondere sulla provenienza di un alimento. Cosa significa? Se nello scaffale del nostro supermercato troviamo un prodotto facente riferimento a un Paese di provenienza (esempio: una bandiera) dovrà indicare se l’origine dell’ingrediente primario proviene invece da altro Paese.
Nella pratica: se un pacco di pasta lavorata in Italia riporta sull’etichetta la bandiera tricolore, dovrà anche indicare se l’origine del grano è estera. Oppure un salume dovrà indicare che la carne proviene dalla Germania o dalla Polonia qualora la confezione faccia riferimento a iconografie riportanti all’italianità del prodotto.

Miglioramento o passo indietro?

Oggi su un pacco di pasta è già obbligatorio indicare la provenienza del grano, indipendentemente dal fatto che sull’etichetta venga o meno evocato un paese. Malgrado la modifica sembri auspicare una maggiore trasparenza per assicurare la sicurezza dei consumatori, la data di applicazione e la grande quantità di informazioni potrebbero avere l’effetto di confondere i consumatori.

Matteo Baldan, Giulia Fiorenza

Autore dell'articolo: LabEuropa

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