Politica & Attualità

La svolta della clean meat in Europa

                                                        

Finalmente, dopo tanti anni di ricerca, anche in Europa viene finanziato il primo progetto riguardante la cosiddetta clean meat, o cultured meat. Di cosa si tratta?
La clean meat consiste nel trattamento in provetta di cellule muscolari prelevate da un animale, senza il bisogno di ucciderlo, evitando quindi l’allevamento intensivo e la macellazione. Le cellule vengono “nutrite” in vitro al fine di moltiplicarsi e formare tessuto muscolare, che è biologicamente identico a quello ottenuto con i metodi attuali. 

I benefici della clean meat

I benefici della clean meat sono numerosi: non si tratta solo di una scelta etica, legata al trattamento degli animali, bensì di una potenziale alternativa permanente al consumo di carne tradizionale che conosciamo. Ciò comporterebbe un notevole risparmio sia per quanto concerne lo sfruttamento dello spazio impiegato, sia per quanto riguarda le emissioni di gas e il consumo idrico.
Ma soprattutto, come ha ricordato la FAO in più occasioni, con l’aumento esponenziale della popolazione, aumenterà sempre di più anche la richiesta di carne animale; in particolare è previsto un aumento di più del doppio della richiesta nei paesi in via di sviluppo, ed un aumento marginale ma comunque presente anche nei paesi industrializzati.
La produzione e, a lungo termine, la distribuzione su larga scala della clean meat sopperirebbero a tutti i problemi elencati, sebbene al momento i costi siano proibitivi per la realizzazione di tale obbiettivo.

Finanziare la ricerca sulla clean meat

Come ogni altro progetto di ricerca, infatti, fondamentali sono i finanziamenti e i fondi a disposizione per metterlo in pratica.
È proprio per questo che, a partire dal primo agosto 2020, l’Unione Europea ha deciso di finanziare il programma di ricerca del consorzio Meat4All, coordinato dalla compagnia spagnola “Biotech Foods”, specializzata nella produzione della clean meat, con la partecipazione della casa farmaceutica francese “OrganoTechnie”, incaricata di occuparsi dei relativi supplementi nutritivi, e dell’azienda portoghese “Nobre Alimentacao”, che si occupa della lavorazione della carne. Il contributo dell’Unione Europea ammonta ad un totale di 2.7 milioni di euro, ripartiti fra le tre aziende in base al lavoro che dovranno svolgere.

Tracciabilità e sicurezza della clean meat

L’obbiettivo del progetto è quello di incrementare la competitività e lo sviluppo della tecnologia di produzione, l’industrializzazione e la commercializzazione del settore della clean meat, oltre a garantire al 100% la tracciabilità delle cellule animali non OGM impiegate. In particolare, è stato prefissato l’obbiettivo di aumentare annualmente la produzione da 135 kg a 10 tonnellate, mantenendo i valori nutrizionali necessari e cercando, per quanto possibile, di mantenere prezzi relativamente bassi ed abbordabili (6 euro al kg entro il 2023). In tal modo, BioTech Foods diventerebbe il leader del settore non solo in Europa, ma a livello globale.
Il programma è inserito all’interno del più ampio Horizon 2020 per la Ricerca e l’Innovazione, punto chiave del famoso Green Deal, con il quale l’Unione Europea punta a ridurre a zero le emissioni di gas serra nell’area entro il 2050.
Il finanziamento del progetto dimostra, per la prima volta, un vero e proprio riconoscimento dell’importanza della clean meat e del suo potenziale, da parte dell’Unione Europea. Le ambizioni sono molte, e sarà interessante osservarne i futuri sviluppi.

Luca Gabrielli


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