Politica & Attualità

Erasmus+ e la progettazione europea

Si sente spesso parlare progettazione europea. Lo scopo del seguente articolo è fare un po’ di chiarezza sull’argomento. Cercheremo di sfatare alcuni falsi miti e luoghi comuni e fornire una conoscenza più approfondita di cosa siano i programmi europei, in particolare del programma Erasmus+.  

Il progettista europeo

In primis dobbiamo chiederci: il progettista europeo è un vero e proprio mestiere?  Chi si occupa di progetti europei risponderebbe sicuramente di no.  Rispondere ai bandi e redigere i progetti è una tecnica, una disciplina e, per certi versi, un’arte; ma non un mestiere propriamente inteso. In tal senso guardiamo con sospetto ad alcune proposte curiose come la compilazione di un albo dei progettisti europei, che, senza dubbio, provengono da voci estranee alla materia.  Sentir parlare, inoltre, di cacciatori di finanziamenti è alquanto fantasioso poiché i fondi europei non sono mai erogati come un finanziamento tout-court ma sempre come una forma di co-finanziamento. 

I fondi indiretti

Innanzitutto, bisogna distinguere, nell’ambito dei fondi europei, tra finanziamenti diretti e finanziamenti indiretti. Questi ultimi sono decisamente la parte più cospicua del bilancio europeo. Essi vengono definiti indiretti perché sono gestiti dagli Stati nazionali sui diversi livelli di governo: ministeri, regioni, enti locali. Vengono amministrati dalle relative autorità di gestione. Vengono anche definiti “fondi strutturali” e sono il prodotto della politica europea di coesione.
Gli strumenti principali attraverso cui opera questa politica sono il Fondo per lo Sviluppo regionale (FESR), che finanzia gli interventi strutturali per lo sviluppo delle regioni con PIL inferiore alla media europea ed il Fondo Sociale Europeo (FSE), che finanzia gli interventi diretti verso l’aumento dell’occupazione e la formazione di competenze per l’inserimento nel mercato del lavoro.
La chiave di questa nuova politica economica è nella programmazione degli interventi. Gli Stati e le regioni devono concordare gli interventi con la Commissione europea e stabilire, a priori, la propria quota di cofinanziamento attraverso dei documenti programmatici chiamati “Piani operativi”.  Tra essi vi sono i Piani operativi regionali (POR) e i Piani operativi nazionali (PON).  Quello appena concluso nel 2020 è stato il quinto ciclo di programmazione e ci apprestiamo ad entrare nel sesto ciclo 2021-2027.  
I fondi indiretti, gestiti dagli Stati membri, sono i fondi europei “per antonomasia”. L’Italia viene spesso considerata un cattivo esempio nella gestione di questi finanziamenti che spesso lo Stato e le regioni non riescono a spendere. Le cause principali di questo ritardo sono l’assenza di una visione strategica, la frammentazione degli interventi e la carenza di competenze nelle amministrazioni pubbliche.

I fondi diretti ed i programmi europei

I fondi diretti, al contrario, sono quella parte del bilancio europeo, decisamente inferiore al budget della politica di coesione, che la Commissione europea spende autonomamente attraverso degli strumenti tematici, chiamati programmi europei.  Queste risorse vengono messe a bando, mediante le Calls for proposals delle rispettive agenzie e co-finanziano i progetti di soggetti terzi, ossia imprese, associazione, ONG, attraverso l’erogazione diretta di una sovvenzione, detta “grant”.

Il programma Erasmus+

Tra i programmi europei più celebri troviamo il programma Erasmus+. Nato da un’idea di Sofia Corradi, a cui di recente l’Università “La Sapienza” ha conferito il dottorato honoris causa in pedagogia sociale, Erasmus nasce come un programma europeo per l’interscambio di studenti universitari. E’ probabilmente lo strumento che più ha contribuito all’integrazione attraverso la costruzione di un’identità europea che vada oltre i confini nazionali. Con milioni di studenti che vi hanno preso parte, Erasmus può essere considerato come un esercizio concreto di cittadinanza europea.

Erasmus+ 2021-2027

Vista l’accresciuta importanza del programma come modello culturale, i suoi obiettivi si sono decisamente ampliati.  Il 25 Marzo scorso, la Commissione Europea ha dato il via al nuovo ciclo di programmazione 2021-2027 ed il budget del programma Erasmus+ è quasi raddoppiato, con una dotazione di bilancio di circa 28 miliardi di euro. Ciò dimostra l’importanza strategica e la centralità degli obiettivi del programma per la Commissione.  L’ obiettivo di fondo, in ultima analisi, resta sempre l’incremento delle competenze per favorire l’occupabilità dei cittadini, ma altrettanto strategici sono i risvolti culturali della pratica attiva di cittadinanza europea, sia dal punto di vista dell’identità comune che dell’integrazione. Il nuovo Erasmus non finanzia soltanto l’interscambio di studenti universitari, ma anche lo scambio di lavoratori, di volontari, la formazione di partenariati europei.

Erasmus+: istruzione, formazione, gioventù e sport

Esso si muove su 4 settori portanti: istruzione, formazione, gioventù e sport.  Le azioni finanziate, chiamate “key actions” sono di tre tipi.

  • L’azione uno (KA1) è il simbolo di Erasmus, ossia la mobilità. Si rivolge principalmente alle Università e agli Enti di formazione superiore, ma si sta aprendo anche alle scuole e ai giovani lavoratori (youth workers).
  • L’azione due (KA2) è la cooperazione. Essa è rivola alla creazione di partenariati strategici della conoscenza. I progetti finanziati attraverso quest’azione sono volti alla condivisione e allo sviluppo di buone pratiche per la formazione ed i giovani.
  • L’azione chiave tre (KA3) opera invece sulle policies degli Stati membri. Essa finanzia interventi di capacity building, ossia interventi strutturali volti al miglioramento dei sistemi di formazione degli Stati membri e della politica di vicinato.

Come possiamo notare il programma Erasmus+ è stato ampliato notevolmente. E’, inoltre, il primo ad essere passato alle web forms che faciliteranno le candidature ed inoltre, per la sua centralità culturale, incoraggia anche i gruppi informali di giovani a partecipare alla formazione dei partenariati. Dal nuovo Erasmus+ ci aspettiamo ancora grandi risultati, e l’Europa del futuro passa anche per l’Erasmus!

Francesco Manna

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