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Plastica monouso: il 3 luglio è entrata in vigore la direttiva UE

Lo scorso 3 luglio è entrata in vigore la Direttiva SUP, Single Use Plastic, che bandisce dal mercato alcune categorie di articoli in plastica, nello specifico i prodotti monouso. La direttiva nasce come intervento da parte dell’Unione europea in campo normativo per cercare di limitare i danni che i prodotti plastici stanno apportando all’ambiente. Gli oggetti che vengono maggiormente rinvenuti sulle spiagge sono anche quelli che vengono banditi con questa direttiva: si tratta di cannucce, piatti, posate, bastoncini cotonati per la pulizia delle orecchie, aste per palloncini, palette da cocktail, contenitori per alimenti e bevande in polistirolo. Questi sono i prodotti che vengono considerati più inquinanti, ma per quelli non inclusi in questo elenco bisognerà attendere ancora un po’. Decisione, quella dell’Ue, non priva di critiche, tra le quali quella di non avere le giuste alternative per sostituire alcuni dei prodotti banditi.

La Direttiva sulla plastica monouso: dalla Commissione europea agli Stati membri

Il 3 luglio 2019 il Parlamento europeo ha adottato la “Direttiva sulla riduzione dell’incidenza di determinati prodotti di plastica sull’ambiente”, il cui nome lascia intendere quale sia l’ambito a cui si fa ampio riferimento: l’ambiente, in particolare l’ambiente marino. A proporla è stata la Commissione europea il 28 maggio 2018. Questo fu un momento fondamentale in cui si è fatto un passo avanti verso l’economia circolare, un’economia basata sul riciclare rifiuti considerati ormai senza valore. Ognuno degli Stati membri ha avuto a disposizione due anni di tempo per recepire la Direttiva adattandola al proprio ordinamento nazionale.
Tra i provvedimenti che l’Italia decise di attuare emerge la Plastic Tax, un’imposta sul consumo di plastica monouso dal valore di 0,45 centesimi di euro per ogni chilo di prodotti plastici monouso venduti. Sarebbe dovuta entrare in vigore il 1 luglio 2021, ma è stata rinviata al 1 gennaio 2022. Pensata per disincentivare l’uso di prodotti in plastica, anche questa soluzione è stata molto criticata. Come riporta il presidente di Coldiretti, Ettore Prandini, “La Plastic tax colpisce 2/3 della spesa a tavola in cibi e bevande delle famiglie e rischia di penalizzare a cascata l’intera filiera (agroalimentare)”. Il punto caldo della discussione è che la Plastic Tax andrà a colpire maggiormente i cosiddetti MACSI, manufatti per il consumo con singolo impiego e questo potrebbe portare maggiori disagi a tutta la filiera agroalimentare.

Alcuni numeri sull’inquinamento da plastica

Parlando di numeri, ogni anno vengono prodotti circa 260 milioni di tonnellate di plastica e il 10% dei quali finisce in mare, causando gravi danni all’ambiente e a chi lo vive. Circa l’80% dei rifiuti che confluiscono nelle acque marine è costituito da rifiuti plastici che le correnti trasportano creando delle vere e proprie isole di plastica, ovvero una densa concentrazioni di spazzatura in aree circoscritte che inevitabilmente sono il ritratto di quanto questa sia una delle emergenze più importanti a livello ambientale.

Gli obiettivi della Direttiva

Gli obiettivi della Direttiva si leggono all’Art. 1:
“[…] prevenire e ridurre l’incidenza di determinati prodotti di plastica sull’ambiente, in particolare l’ambiente acquatico, e sulla salute umana, nonché promuovere la transizione verso un’economia circolare con modelli imprenditoriali, prodotti e materiali innovativi e sostenibili, contribuendo in tal modo al corretto funzionamento del mercato interno

Una sfida quella dell’Unione europea che, riconoscendo le proprie responsabilità, pone le aziende di fronte ad un cambiamento imperativo, che dovrà vedere l’impegno e la costanza di tutti, nessuno escluso. La collaborazione fra i vari settori dell’economia e le istituzioni è un requisito necessario per poter raggiungere gli obiettivi il prima possibile. Altrettanto necessaria sarà la consapevolezza dei cittadini di intraprendere singolarmente dei cambiamenti che possano, nel piccolo, fare la differenza. Il 2027 sarà l’anno in cui i progressi che saranno stati raggiunti verranno esaminati e dal quel risultato, che sarà il punto di partenza, si agirà di conseguenza.

Silvia Corsi



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