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L’Ue regala alle donne diritti e non fiori: dalla Commissione un pacchetto di norme per combattere la violenza contro le donne e la violenza domestica

Angela Bianchi, Ivana Palibrk, Barbara Vukotic 

In occasione dell’8 marzo, la Commissione europea ha presentato ​​un pacchetto di norme per la lotta contro la violenza sulle donne che avrà come obiettivi principali quello di portare in giudizio gli autori delle violenze e di permettere alle donne di vivere in libertà e indipendenza. L’attenzione è stata focalizzata non solo sul perseguimento dei reati, ma anche sulla prevenzione e protezione online e offline.

“I want europe to be at the side of women”

La necessità  di combattere la violenza contro le donne e punire i trasgressori è considerato dalla presidente von der Leyen una priorità fondamentale per la Commissione: secondo diverse stime, la violenza contro le donne e la violenza domestica colpiscono una donna su tre in tutta l’Unione Europea. In particolare, una donna su due ha subìto molestie sessuali e una donna su venti riferisce di essere stata violentata; un terzo delle donne nell’UE ha subito molestie sessuali sul lavoro e una su cinque è stata vittima di stalking. La violenza online, inoltre, è un altro tema in forte aumento e vengono prese maggiormente di mira le donne nella vita pubblica come giornaliste e politiche.

Violenza sulle donne: la proposta della Commissione

Già nel corso del suo Discorso sullo Stato dell’Unione dello scorso 15 settembre, la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen ha posto l’attenzione al tema della violenza sulle donne, sottolineandone l’importanza l’impegno della Commissione verso un pacchetto di norme. La proposta può essere riassunta in cinque punti:

  1. criminalizzazione di stupri, mutilazioni genitali femminili e violenza informatica in tutta l’Ue: stupro basato sulla mancanza di consenso; Mutilazioni Genitali Femminili (MGF); cyberstalking; condivisione non consensuale di immagini intime; molestie informatiche e incitamento informatico all’odio o alla violenza;
  2. procedure sicure di segnalazione e valutazione dei rischi, introducendo nuovi mezzi più facili e più sicuri per denunciare atti di violenza (adatti anche ai bambini). Gli operatori sanitari o altri professionisti avrebbero modo di segnalare qualsiasi sospetto di un rischio di gravi danni fisici senza essere ostacolati dai regimi di riservatezza e le autorità dovrebbero fornire immediata protezione tramite l’utilizzo di blocchi di emergenza o di ordini di protezione;
  3. rispetto della privacy delle vittime nei procedimenti giudiziari e diritto al risarcimento, attraverso la tutela relativa alla vita privata delle vittime, in particolare alla loro storia sessuale, e il ricorso a domande inerenti solo se ritenuto strettamente necessario. Inoltre, il pacchetto prevede il pieno risarcimento dai trasgressori per i danni, compresi i costi dell’assistenza sanitaria, dei servizi di supporto, oltre che dei danni fisici e psicologici;
  4. sostegno alle vittime e linee di assistenza e centri di crisi per stupri, attraverso servizi dedicati forniti dagli Stati membri per poter rispondere alle specifiche esigenze delle vittime di violenza, disponibili 24 ore su 24 e 7 giorni su 7, tutto l’anno e gratuitamente. Nel caso di minori, il pacchetto prevede che le autorità forniscano un sostegno adeguato all’età nell’interesse superiore del minore, mentre nel caso di vittime di violenza informatica si prevede un diritto a un sostegno adeguato (come, ad esempio, la rimozione dei contenuti online). Nei casi di molestie sessuali sul lavoro, la Commissione prevede la messa a disposizione dei servizi di consulenza esterna;
  5. migliore coordinamento e cooperazione tra gli Stati membri nei procedimenti penali, anche tramite Eurojust e la rete giudiziaria europea, e monitoraggio dei progressi raggiunti attraverso la raccolta di dati sulla violenza contro le donne e sulla violenza domestica da aggiornare ogni cinque anni.

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