Elezioni del Parlamento Europeo: istruzioni per l’uso

Ci stiamo avvicinando sempre di più alle elezioni del Parlamento Europeo del prossimo 26 maggio, ma ci sono degli italiani che si pongono ancora delle questioni rilevanti. Vediamo quindi di fare qualche chiarimento.
Con quale sistema elettorale voteremo?
Esistono delle norme comuni a tutti i paesi europei che regolano le elezioni del Parlamento europeo, ma nonostante ciò ogni stato europeo ha una sua particolare legge elettorale. Quando si parla di norme comuni si fa riferimento al fatto che la rappresentanza debba necessariamente essere proporzionale, questo spiega perché tutti i paesi membri dell’Unione europea utilizzano un sistema elettorale di tipo proporzionale. Per le elezioni del Parlamento europeo l’Unione ha optato per questo tipo di sistema in quanto garantisce una maggiore rappresentanza e dà la possibilità anche ai partiti i più piccoli di essere rappresentati a livello europeo. Oltre agli aspetti comuni ai sistemi elettorali dei paesi membri, ci sono anche degli aspetti che vengono autonomamente regolati dagli stati, come la grandezza ed il numero di circoscrizioni elettorali e la data in cui si terrà il voto.
Le elezioni in Italia
La legge elettorale italiana per l’elezione del Parlamento europeo prevede l’utilizzo di un sistema proporzionale con soglia di sbarramento fissata al 4%. Questa legge ha subito diverse modifiche nel corso del tempo. Fu introdotta per la prima volta nel 1979 in occasione delle prime elezioni europee, la soglia di sbarramento fu introdotta in seguito con la legge numero 10 del 2009 e infine ha subito un ulteriore modifica con la legge numero 65 del 2014 che è andata ad aumentare la rappresentanza di genere. Il sistema elettorale è dunque un sistema proporzionale con soglia di sbarramento al 4% e con voto di preferenza che da all’elettore la possibilità di indicare da una a tre preferenze. Questo è il sistema elettorale col quale i cittadini italiani voteranno nelle loro rispettive circoscrizioni.
Cosa sono le circoscrizioni?
L’Italia è divisa in cinque circoscrizioni sovraregionali che insieme formano un unico collegio nazionale. Le circoscrizioni sono le seguenti: nord-occidentale (Piemonte, Valle d’Aosta, Liguria, Lombardia), nord-orientale (Veneto, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna), centrale (Toscana, Umbria, Marche, Lazio), meridionale (Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria) e insulare (Sicilia, Sardegna).
Ad ogni circoscrizione sono assegnati un certo numero di seggi, proporzionale alla popolazione residente in quella circoscrizione, per un totale di 76 (tre in più rispetto ai 73 del 2014).
In Europa, sono solamente sei i paesi che dividono il loro territorio nazionale in circoscrizioni e sono i seguenti: Belgio, Francia, Germania, Irlanda, Polonia e Italia; tutti gli altri hanno un unico collegio nazionale.
Chi può votare?
In Italia possono votare tutti i cittadini che hanno compiuto il diciottesimo anno d’età, entro il giorno previsto per le elezioni. I cittadini devono essere dotati di una tessera elettorale valida, devono essere correttamente iscritti alle liste elettorali del proprio comune di residenza (per i cittadini italiani l’iscrizione alle liste è fatta d’ufficio dalle autorità competenti) e non ci devono essere limitazioni decise dall’autorità giudiziaria.
“Posso votare in Italia se provengo da un altro paese membro dell’Unione Europea?” La risposta è sì ma con degli accorgimenti. Si deve presentare al sindaco del comune italiano di residenza, la richiesta d’iscrizione alla lista elettorale del comune di appartenenza, 90 giorni prima della data prevista per le elezioni.
Il voto all’estero
“Posso votare se il giorno delle elezioni io, cittadino italiano, mi trovo in un paese membro dell’Unione Europea?” Anche in questo caso la risposta è sì. Possono votare i cittadini italiani iscritti all’AIRE (anagrafe degli italiani residenti all’estero) oppure temporaneamente residenti in uno degli stati membri per motivi di lavoro, studio, salute. Gli elettori devono inviare al consolato competente entro il 7 marzo 2019 , la domanda diretta al sindaco del comune nelle cui liste sono iscritti che sarà poi inoltrata al Ministero dell’Interno. Per votare ci si può quindi recare presso le sezioni elettorali istituite nel paese in cui si risiede.
Il doppio voto è vietato: se si vota per un candidato italiano non si può votare per il candidato locale e viceversa.
Quanti seggi spettano all’Italia?
A partire da queste elezioni, il Consiglio europeo ha stabilito che all’Italia spetteranno 3 seggi in più rispetto alla legislatura corrente, quindi il numero degli europarlamentari italiani salirà da 73 a 76.
La variazione sarà una conseguenza delle modifiche apportate alla composizione del Parlamento europeo in vista della Brexit.
Infatti fino a che il Regno Unito resterà nell’Ue, la ripartizione dei seggi stabilita per la legislatura 2014-2019 rimarrà in vigore. Invece, quando sarà avvenuto il recesso, i membri complessivi del Parlamento europeo passeranno da 751 (compreso il presidente) a 705 e 27 dei 73 seggi spettanti al Regno Unito verranno redistribuiti tra alcuni Stati membri (tra cui l’Italia), in base al rapporto tra la popolazione e il numero di seggi di ciascuno Stato membro (principio di proporzionalità degressiva).